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mercoledì 3 ottobre 2012

Verginità all'asta web

Una ventenne brasiliana di origine italiana ha messo all'asta su internet la propria verginità e con il ricavato intende realizzare un progetto di case popolari per famiglie povere di Santa Catarina, lo stato meridionale dove è nata. Catarina Migliorini, 20 anni compiuti da poco, sostiene di essere una ragazza "molto romantica" e ritiene che la sua scelta non ha niente a che vedere con la prostituzione. "Se lo fai solo una volta nella vita non sei una prostituta. Così come se per una volta scatti una bella foto non diventi automaticamente un fotografo", sostiene convinta Catarina.L'asta terminerà il prossimo 15 ottobre e al momento l'offerta più alta è di 155 mila dollari americani. Il vincitore resterà anonimo anche se dalla vicenda verrà tratto un documentario prodotto da un cineasta australiano. Il regolamento prevede che Catarina incontri il vincitore a bordo di un aereo per non incorrere in alcun reato (in Brasile, come in Italia, la prostituzione è legale ma è punito lo sfruttamento). "I soldi andranno tutti a me, la produzione australiana non prenderà un centesimo", assicura comunque la ragazza.
"Il vincitore - rivela Catarina - potrà trascorrere un'ora con me, potrà conversare, se vuole, ma non baciarmi. E dovrà usare il preservativo. Ho vent'anni, sono responsabile del mio corpo e non sto facendo del male a nessuno.

giovedì 7 giugno 2012

18 Kg per il Gatto più grasso del Web

Si chiama Garfield, e come il suo omonimo più famoso ha il pelo rossiccio. Ma la sua particolarità sta nel peso: il gattone newyorkese pesa più di 18 chilogrammi, un record. Garfield è rimasto solo dopo la morte del suo padrone, che non ha mai lesinato sul cibo. A curare la sua obesità ci stanno provando i medici del North Shore Animal League di Port Washington, che lo hanno costretto a una dieta ipocalorica. Intanto il suo muso paffuto riscuote successo sul web, ma i veterinari avvertono: l'obesità animale non è un problema da sottovalutare.

martedì 5 giugno 2012

Diventa idolo del web rovinando le foto ai turisti

Se non è una celebrità ormai manca pooco. Un ragazzo sta diventando famoso grazie alle sue performance davanti alla Torre di Pisa. E' prassi consolidata tra i turisti arrivati a piazza dei Miracoli per vedere la celebre Torre allungare la mano per simulare, negli scatti degli amici, di sorreggerla. Il protagonista del video, ormai virale, si è dato uno scopo: "dare il 5" involontario a tutti i visitatori in attesa della foto. "Stando in quella posizione sono loro a chiedermi di dargli fastidio", ironizza il giovane.

domenica 20 maggio 2012

Sesso rumoroso diventa una hit sul Web

Non sopportava più i rumori molesti delle notti di fuoco dei suoi vicini e ha deciso di vendicarsi. Lee Moore, stanco dei rumori dei suoi vicini, ha deciso di registrare l'audio delle loro notti d'amore e di metterlo in rete: immediato è stato il successo, visto che ha ottenuto un milione di visite.
Mentre la coppia si lasciava andare a un rumoroso amplesso durato circa un ora, molte persone nel vicinato gridavano di tacere e di chiudere le finestre.
Il Daily Mail riporta anche il biglietto lasciato in prossimità dell'abitazione della passionale coppia: «Chiudi la finestra la prossima volta, adesso tutti ti potranno ascoltarti su internet». Il video ha fatto il giro del web, ma è divenuto virale. La registrazione potrebbe essere ritenuta non adatta ai minori o risultare offensiva.

giovedì 3 marzo 2011

Apple svela il nuovo iPad 2

si è tenuto all'Yerba Buena Center di San Francisco il keynote della Apple in cui Steve Jobs in persona ha presentato la nuova incarnazione dell’iPad.
 Il CEO e fondatore di Apple ha smentito le voci sul suo cattivo stato di salute, con la sua solita performance fatta di dati statistici e annunci in pompa magna della seconda generazione del “prodotto di consumo di maggior successo mai lanciato”: 15 milioni di esemplari venduti solo nel 2010.
 Il nuovo iPad è sensibilmente più veloce e reattivo del predecessore, con un processore dual-core A5 da 1GHz, e con una scheda grafica fino a nove volte più veloce; è presente una videocamera frontale per le chiamate con FaceTime, mentre quella posteriore è stata migliorata per registrare video HD a 720p. Sono stati aggiunti gli stessi giroscopi dell’iPhone 4, il tutto senza intaccare minimamente la durata della batteria che rimarrà di 10 ore, e riuscendo addirittura a rendere il dispositivo più sottile del 33% rispetto al predecessore, per un peso di soli 590 grammi.
 Infine, il nuovo iPad sarà dotato anche dell’uscita HDMI (1080p) grazie a un apposito adattatore venduto separatamente, che permetterà di usare il tablet anche come stazione multimediale.
 Il prezzo rimarrà lo stesso del vecchio iPad, che per l’occasione scenderà a 379 euro; disponibile dal 25 marzo nei colori bianco e nero, potete trovare tutte le informazioni sul sito ufficiale.

www.defanet.it

lunedì 21 febbraio 2011

Attacco informatico a Winamp

Winamp, storico riproduttore multimediale per Windows, ha subito un attacco ai propri forum di discussione. Sono stati esposti gli indirizzi e-mail degli utenti, come confermato dagli amministratori. Prontamente bloccato, l’attacco potrebbe avere fornito altre informazioni personali degli utenti: meglio cambiare la propria password. Non sono emersi dettagli sull’intrusione in vBulletin 3.8.6, il Content Management System (CMS) a pagamento utilizzato dagli sviluppatori di Winamp per la creazione dei forum. L’hosting del sito di Winamp è fornito da Aol Music. Gli amministratori assicurano la sicurezza degli account registrati su altri sotto-domini del programma.
L’attacco ai forum di Winamp è stato paragonato a quello perpetrato ai danni di SourceForge.net, il noto repository di software libero, avvenuto il mese scorso. Non sono paragonabili, invece, i danni risultanti: SourceForge.net ha subito un pesante shutdown di tutti i servizi e messo in allerta oltre 2 milioni di utenti registrati.

lunedì 17 gennaio 2011

Buon compleanno Wikipedia!

Il 15 gennaio 2001 nasceva il sito che avrebbe rivoluzionato il paradigma di diffusione delle informazioni: Wikipedia, la famosa enciclopedia gratuita che è interamente compilata dai suoi fruitori, e che si erige a modello di collaborazione costituendo un esperimento sociale senza precedenti.

400 milioni di visitatori al giorno, 270 lingue e 17 milioni di voci sono i numeri del successo di questo progetto, che è riuscito a non contaminarsi con la pubblicità grazie alla raccolta fondi condotta dai fondatori Jimmy Wales e Larry Ranger. Wikipedia è vista infatti come un parco pubblico o come una biblioteca, nella mente dei creatori, e inserirla nei meccanismi del business avrebbe modificato la sua natura, e i 16 milioni di dollari raccolti saranno sufficienti a mantenere in piedi l’organizzazione e l’hardware che gestiscono Wikipedia senza ricorrere alla pubblicità.

www.defanet.it

martedì 11 gennaio 2011

Apple: Mac App Store 'craccato'

Gia' trovato il sistema per non pagare le applicazioni scaricate

Il Mac App store, il negozio di applicazioni per computer Mac lanciato ieri da Apple, e' gia' stato craccato. Gli internauti hanno trovato un modo per scaricare a costo zero applicazioni a pagamento. Il sistema, riporta la stampa online Usa, e' semplice - basta un 'copia e incolla' - e si applica ai programmi che non usano il sistema di validazione di Apple. Questi possono essere scaricati a costo zero copiando il file di licenza di una app gratuita sul file di licenza di una app a pagamento.
fonte ansa.it

www.defanet.it

venerdì 3 dicembre 2010

Chi c'è dietro Wikileaks

Un gruppo di giovani hacker, idealisti e libertari. Che conducono vite randagie. Cambiando continuamente città, braccati dai servizi di mezzo mondo, parlando tra loro con sistemi cifrati. E che ora rischiano davvero grosso
Il programma della nuova rivoluzione è semplice: "Li fottiamo tutti: renderemo il mondo trasparente, lo cambieremo". Anarchia in chiave cibernetica, proclamata nel 2007 da Julian Assange e dai suoi pirati in una mail interna del gruppo. Allora nessuno poteva immaginare quanta potenza si stesse già accumulando nei suoi computer: "Abbiamo (documenti) su una mezza dozzina di ministeri stranieri, su decine di partiti politici e consolati, sulla Banca Mondiale, sulle sezioni delle Nazioni Unite ... Non siamo riusciti ancora a leggere neppure un decimo dei file che abbiamo. Abbiamo smesso di immagazzinarli quando siamo arrivati a un terabyte (mille miliardi di byte, ndr.)". Per tre anni quel forziere di informazioni si è ingigantito mese dopo mese, affidato a una squadra di sostenitori che ha custodito il tesoro proteggendolo dalle incursioni del governo americano e dei colossi privati: una rete di persone senza nome e senza volto che raccolgono i dati e sono il vero motore di Wikileaks. Il capo è lui, Assange, a cui tutti sono devoti. Anche se come in tutte le storie di pirati, anche in questo equipaggio serpeggiano rancori e invidie. Che fino ad ora non sono riusciti a rendere meno agguerriti gli abbordaggi.

Loro colpiscono e spariscono. Hanno adattato alla Rete i classici della guerriglia, mescolando la lezione di Sun Tsu a quella di Che Guevara. Trasformano la forza del nemico nella loro: sfruttano la potenza delle banche dati centrali che garantiscono il controllo planetario e se ne impadroniscono per mettere in crisi quello stesso sistema di potere. Poi dopo ogni imboscata, con ondate di documenti lanciati in tutto il mondo, la banda si disperde tornando a essere invisibile. Hanno studiato una chat protetta da un sistema di cifratura che li unisce e li raduna, per comunicare senza rischi.

L'unico punto debole sono i contatti con l'esterno, le relazioni con il pool di giornali che garantisce la diffusione mondiale delle notizie. Questa falla viene colmata con metodi tradizionali: telefonate fatte di monosillabi con il divieto di pronunciare nomi; schede dei cellulari che cambiano in continuazione, con prefissi di nazioni esotiche; inseguimenti in stile spy story attraverso l'Europa. L'ultima volta che "L'espresso" li ha incontrati, poche settimane prima che si aprisse la diga di rivelazioni sull'Iraq, ha dovuto accettare una trafila che sembrava uscita dal copione di Jason Bourne, l'agente creato da Robert Ludlum che combatte da solo contro i servizi segreti. Dopo avere atteso invano per ore, ormai convinti che tutto fosse saltato, Assange si è materializzato a notte fonda con una telefonata dalla hall dell'albergo: "Sono Julian, scendi".

Fuori c'è un tempo da lupi e lui sembra un fantasma: la pioggia gli ha impastato i capelli, dandogli un'aria terribilmente stanca. Avrà perso una decina di chili dal giugno scorso, quando nell'aula Anna Politkovskaja del Parlamento europeo difese pubblicamente la scelta di diffondere le immagini dei giornalisti iracheni uccisi da un elicottero americano: il primo scoop che li ha resi famosi. Appare distrutto ma appena si siede davanti a una tazza di tè bollente e attacca a parlare, torna a essere il visionario che punta a cambiare un mondo che non gli piace.

Non crede nei compromessi. La sua idea di libertà di informazione è un concetto totale, senza filtri né condizionamenti: "Ogni giorno gli archivi dei grandi giornali del mondo, come il "Guardian", vengono sventrati", ha raccontato nel suo intervento a Bruxelles, spiegando come gli articoli vengano cancellati anche dagli archivi dei quotidiani anglosassoni sotto varie pressioni. Non aggiunge altro, ma la sua visione è chiarissima: vuole pubblicare l'impubblicabile, sconfiggendo ogni forma di censura, legale e illegale. E lui e la sua banda sono riusciti a farlo, alzando sempre di più il tiro: hanno scardinato il database delle guerre americane in Iraq e Afghanistan, ora stanno mettendo a nudo il Dipartimento di Stato.

Del suo universo si sa pochissimo. Molti gli somigliano: conducono vite randagie, senza preoccuparsi dei soldi, mangiando e vestendo come capita. Qualcuno ha il look antagonista dello squatter, altri la trasandatezza dei nerds smanettoni, tutti condividono la stessa concezione libertaria di Internet. Spesso hanno capacità tecniche di altissimo livello, contese dalle aziende e che loro mettono invece a disposizione della causa, inventando software per proteggere Wikileaks.
fonte  espresso.repubblica.it

venerdì 26 novembre 2010

Wikipedia chiede aiuto servono 16 milioni

La libera enciclopedia online piu' famosa al mondo, certificata anche da Wired.it che l'ha definita attendibile come Umberto Eco, chiama nuovamente a raccolta gli utenti della rete: servono soldi per ''sostenere e proteggere'' il lavoro di Wikipedia. A scendere in campo, proprio il fondatore Jimmy 'Jimbo' Wales. ''Ogni anno, in questo periodo, ci facciamo vivi per chiedere a te e a tutti i membri della comunita' di Wikipedia di aiutarci a sostenere il nostro progetto comune con una piccola donazione di 20, 35, 50 euro o quello che vuoi o puoi dare'', scrive Wales nel suo appello, una lettera aperta visibile attraverso un link nell'homepage del sito. Il tetto da raggiungere, secondo indiscrezioni in rete, sarebbe 16 milioni di dollari, esattamente il doppio rispetto a quelli raccolti lo scorso anno quando si era registrato un pericoloso esodo di quasi 50 mila volontari - indispensabili per alimentare e aggiornare le pagine del sito - tanto che lo stesso Wales si era dichiarato possibilista sull'introduzione in un ipotetico futuro anche della pubblicita', che si sa porta soldi. Su questo piano, invece, c'e' un dietrofront totale, visto che la chiamata a raccolta di Wales ha proprio come punto principale il concetto che ''insieme si puo' riuscire a mantenere il sito gratuito e libero dalla pubblicita'''. ''Ogni mese piu' di 380 milioni di persone usano Wikipedia, quasi una su tre di tutte quelle che si connettono a Internet - sottolinea Wales -.
E' il quinto sito web piu' popolare del mondo. I primi quattro sono stati creati e vengono mantenuti grazie a miliardi di dollari di investimenti, a enormi staff aziendali e a continue campagne di marketing. Wikipedia invece e' qualcosa di completamente diverso da un sito web commerciale. E' il risultato del lavoro di una comunita', scritta da volontari un pezzettino per volta''. ''Niente pubblicita', nessun guadagno, nessun obiettivo finale recondito'', ribadisce dunque il fondatore nell'appello, alla cui destra appaiono chiare le modalita' di contribuzione nel caso in cui, leggendo l'appello, fosse venuta voglia di mettere mano al portafoglio. Si puo' donare tramite carta di credito, bonifico bancario, Paypal e si puo' anche beneficiare della deducibilita' fiscale.
''Wikipedia dimostra come la gente come noi possa fare cose straordinarie. Persone come noi scrivono Wikipedia, una parola dopo l'altra. Persone come noi la aiutano a sostenersi, una piccola donazione per volta. E' la prova di come insieme abbiamo la possibilita' di cambiare il mondo'', questo ancora il messaggio accorato di Jimmy Wales. Il fondatore e' consapevole che se venisse a mancare l'ossigeno dei donatori, la piattaforma potrebbe chiudere i battenti anche temporaneamente come e' accaduto qualche mese fa a Wikileaks (da qualche settimana agli onori della cronaca), che nulla c'entra con Wikipedia, ma che resta in piedi proprio grazie ai sostenitori.

martedì 19 ottobre 2010

Facebook: allarme privacy per giochi

Molti giochi e applicazioni popolari su Facebook rivelano il nome degli utenti, e a volte anche dei loro amici, a compagnie pubblicitarie e no. Lo rivela il Wall Street Journal. Il problema coinvolge decine di milioni di utenti. Le 10 applicazioni piu' popolari su Facebook trasmettono i nomi degli utenti a societa' esterne; 3 anche i nomi degli amici. Tra queste 'app' ci sono alcuni giochi di successo pubblicati da Zynga come FarmVille, Texas HoldEm Poker e FrontierVille.

fonte ansa.it

venerdì 15 ottobre 2010

Firefox e il trojan ruba-password

La società di sicurezza Webroot ha individuato un nuovo malware ruba-password, un trojan che predilige rovistare tra i dati di accesso dei browser web e in particolare prede di mira Mozilla Firefox. Il trojan, identificato da Webroot come "Trojan-PWS-Nslog", sembra essere derivato da un "toolkit" di un criminale iraniano non abbastanza sveglio da non aggiungere le proprie informazioni sensibili all'interno del codice.

Scopo ultimo del trojan Nslog è rubare password e credenziali di accesso presenti nell'apposito spazio di storage Internet Explorer, nel registro di configurazione di Windows e nei dati di Firefox. Per quanto riguarda quest'ultimo, il trojan si prende anche la briga di modificare il codice del file di configurazione nsLoginManagerPrompter.js, con il risultato che il browser Mozilla non chiederà più alcuna autorizzazione all'atto del salvataggio della password di accesso a un sito web.
La configurazione di default del panda rosso prevede che l'utente autorizzi la registrazione delle credenziali di login ogni volta che si presenta l'evenienza, spiegano gli analisti di Webroot, ma la modifica apportata da Nslog fa sì che il browser prenda a salvare tutti i dati in locale senza porre alcun quesito all'utente.
Il payload del malware è completato dalla creazione di un nuovo utente sul sistema chiamato "Maestro", e infine dal tentativo di inviare le informazioni sottratte a un server remoto una volta ogni minuto. Quel server remoto è già stato buttato giù, rivela Webroot, e a rendere le cose più interessanti ci ha pensato lo stesso autore del malware con una dimostrazione disarmante di dabbenaggine. Il creatore di Nslog è stato infatti così incauto da integrare il proprio nome personale e la propria email all'interno del codice, e partendo da questi dati gli analisti di Webroot hanno facilmente individuato un profilo Facebook scoprendo che il cracker aveva sviluppato un toolkit crea-keylogger gratuito progettato per infettare il sistema operativo Windows.

Come debellare il malware? Webroot sostiene di essere facilmente in grado di individuare il trojan e ripulire il PC infetto, mentre per quanto riguarda la configurazione di Firefox l'unica alternativa è la reinstallazione del browser e la conseguente sovrascrittura del file nsLoginManagerPrompter.js modificato.

fonte punto-informatico.it

mercoledì 13 ottobre 2010

I cellulari venduti su eBay svelano i dati degli utenti

Se mettersi all'asta su eBay non va più di moda, vendere cellulari o smartphone non passa mai d'attualità.
Alla faccia della sicurezza e della privacy molti dati personali e aziendali sono venduti liberamente e inconsapevolmente su eBay e diventano quindi a disposizione di chiunque acquisti un cellulare o uno smartphone.
In una analisi di 50 cellulari venduti attraverso eBay, Disklabs ha riscontrato che almeno il 60% conteneva dati personali come i numeri di telefono, i log delle chiamate o addirittura del materiale pornografico. La cosa peggiore è che gli utenti sperano che sia il nuovo possessore del telefono a rimuovere tutti i dati.
Foto intime, video, messagi di testo possono essere visti da un estraneo e non basterebbe premere su 'cancella' per rimuovere definitivamente questi dati. La ricerca di Disklabs ha trovato del porno in 9 su 50 dispositivi mobili insieme a video e informazioni sul proprio calendario personale. Su 26 telefoni sono stati trovati addirittura indirizzi, numeri di carte di credito, numeri pin o addirittura il tracciamento delle posizioni GPS fatto attraverso le applicazioni.
Alcuni cellulari avevano anche l'IMEI (International Mobile Equipment Identity) - l'identificativo di ogni cellulare che assicura che non sia rubato - cambiato. In funzione del modello del cellulare e del suo sistema operativo i dati vengono archiviati in maniera diversa.
Seguire le istruzioni contenute nei manuali d'uso per cancellare ogni informazione contenuta nel cellulare potrebbe non rivelarsi sufficiente: bisognerebbe criptare tutti i dati o fare almeno un 'factory reset'.
Per difendersi Howard Schmidt, ex-consigliere per la cybersicurezza alla Casa Bianca, dichiarò che per pulire a fondo il suo BlackBerry digita 11 volte una password errata causando così la distruzione dei dati contenuti nel dispositivo.
fonte excite.it

sabato 18 settembre 2010

Logistep, fine dei giochi. In Svizzera

La nota società specializzata nel rastrellamento degli indirizzi IP appartenenti agli utenti del file sharing è stata messa fuorilegge nella sua stessa patria. Ricominceremo a raccogliere IP altrove, dice il suo presidente

Il Tribunale Federale svizzero ha stabilito l'illegalità della pratica di raccolta indirizzi IP da parte di Logistep AG, la ben nota società specializzata da anni presente nelle cronache sulla guerra tra i detentori del copyright e gli utenti del file sharing. Fine di un'epoca o ennesima tappa di un conflitto ancora lungo? Logistep fa spallucce e annuncia l'espatrio mentre qualche avvocato fa il doppio gioco e pensa alla difesa della privacy. Ma dalla parte sbagliata.

In Italia l'attività di Logistep è nota soprattutto per il celeberrimo caso Peppermint, il rastrellamento di IP del Belpaese su mandato dell'etichetta discografica tedesca e il successivo invio di migliaia di missive dal sapore estorsivo ad altrettanti condivisori. Peppermint è stato fulminato dal pronunciamento del Garante della Privacy e in seguito anche la Corte Costituzionale tedesca si è pronunciata stabilendo l'illegittimità della raccolta di informazioni personali - gli indirizzi IP - con le metodologie applicate da Logistep.

Nella penultima puntata della vicenda Logistep, un tribunale svizzero aveva stabilito che il rastrellamento di IP era un'attività legale ma ora la massima autorità giuridica del paese (il Tribunale Federale appunto) ha ribaltato il giudizio precedente: gli indirizzi Internet sono considerabili alla stregua di dati personali e non possono quindi essere raccolti in maniera indebita, senza autorizzazione da parte degli utenti o dell'autorità giudiziaria.

fonte punto-informatica.it

lunedì 12 luglio 2010

Gli utenti iPhone e iPad usano più sex toys

Questa è bella. Una fresca indagine condotta da LoveHoney ha infatti scoperto che gli appassionati di casa Apple sono di gran lunga i più interessati al sesso.
Sarebbero proprio i possessori di iPhone e iPad, infatti, a spendere maggiormente in giocattoli erotici. Lo afferma con certezza anche il Mobile Business Magazine, i cui dati utilizzati nell'indagine sono stati generati da Google Analytics. Gli utenti che hanno trascorso più tempo online alla ricerca di sex toys? Quelli di iPad, seguiti dagli utenti di iPhone e Mac.
Ma cosa mai avrà il mondo Apple tanto da suscitare cotanti bollenti spiriti? Richard Longhurst, a capo della ricerca, ha detto la sua: 'Gli appassionati Apple a quanto pare sono più ricchi e quindi possono permettersi di spendere anche per gadget erotici. Sessualmente poi sono più sicuri e mostrano una maggiore voglia di avventura in camera da letto'.
Secondo i dati, infine, gli utenti Apple spenderebbero una media di 59,06 sterline al mese per ordini a base di sesso. Beati loro.

fonte excite.it

lunedì 28 giugno 2010

Via libera al dominio XXX

L'Icann, l'Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, l'ente che gestisce e assegna i domini internet per conto del governo statunitense, dopo dieci anni, ha dato il primo via libera al dominio .xxx, quello per definire i siti porno.
A sostenere questa causa per tanto tempo è stata l'ICM Registry ammette di avere già più di 110 mila prenotazioni per siti web hard col nuovo dominio, e sarà lei stessa a gestirli e assicurare il corretto funzionamento di questo materiale. Quella dei siti porno è un’industria in costante crescita, che può generare 5 miliardi di dollari l’anno, e online ci sono oltre 370 milioni di siti con materiale a luci rosse.
Nel 2010 l'incremento di viste a questi contenuti è aumentato del 17%, e con la commercializzazione degli indirizzi .xxx si guadagnerebbero almeno 30 milioni di dollari l’anno. Stuart Lawley, responsabile della cordata per l'avvio di questo dominio afferma: 'Chi cerca materiale pornografico saprebbe dove trovarlo, chi invece vuole evitarlo non correrebbe più il rischio di finire per sbaglio su siti osceni'.
Questi indirizzi identificheranno quindi determinati contenuti, l'unico problema degli addetti del settori è che, così facendo,aumentano i rischi, sia di essere identificati sia di essere sottoposti a severi controlli, inoltre anche gli hacker avrebbero una vita difficile.

fonte excite.it

domenica 20 giugno 2010

Porno e giochi, è il web del 2010...

I numeri del porno sul web sono esponenziali. Infatti dall'inizio del 2010 i materiali e siti pornografici sono aumentati del 17% e nel complesso rappresentano il 37% dei contenuti internet. È quanto è emerso da una ricerca effettuata dall'Optenet.
I contenuti illeciti vanno per la maggiore, attirano grandi quantità di traffico, spesso sono gratuiti e sono quelli più pericolosi. È stato calcolato che circa 4 milioni di Url erano specchietti per le allodole creati ad hoc da hacker professionisti per attaccare la sicurezza dei computer di ignari visitatori. Il link a siti porno contengono spesso adware, spyware e virus in grado di danneggiare gli utenti.
Un altro settore che fa registrare un enorme diffusione è quello dei videogiochi online. Nel primo trimestre risulta un aumento del 212%. questo si devi soprattutto a siti correlati a giochi di ruolo come World of Warcraft, Grand Theft Auto 4 e Final Fantasy. Anche in questo caso bisogna star attenti perché le varie possibilità di comunicazione, chat, forum, voip legati ai giochi online, può essere un veicolo per il cyber bullismo o comportamenti violenti.
Tra gli altri contenuti più ricercati aumenta lo shopping online (+9%), viaggi e turismo (+5,7%) computer science e sport (+4,2%) e svago e divertimento (+3,6%), i siti legati al terrorismo sono cresciuti dell'8,5% e quelli con materiali violenti del 10,8%.

fonte excite.it

venerdì 21 maggio 2010

Facebook, arriva il 'cerca segreti' su web

Basta digitare una o più parole ed ecco apparire i post inviati negli ultimi giorni che le contengono. Messaggi nati nel social network, ma che ora circolano liberamente sul web. A differenza del motore di ricerca interno di Facebook, lo strumento scova le informazioni rese pubbliche dalla società di Mark Zuckerberg e compagni attraverso le applicazioni lanciate il 21 aprile, che aprono la comunità al resto del web e che hanno scatenato una valanga di critiche. "Il nostro sito è solo una parodia, ma lo scopo è serio - scrivono i programmatori di Openbook - Vogliamo che Facebook faccia tornare private le informazioni di cui dispone, per far sì che questo sito e altri come questo non funzionino più". L'elenco delle ultime ricerche compiute dimostra che la caccia alle informazioni più intime e personali è cominciata.
Spesso le rivelazioni sembrano scritte apposta per essere divulgate al massimo, oltre volte l'impressione è che gli utenti non siano perfettamente consapevoli del destino finale delle conversazioni in rete e gestiscano le proprie comunicazioni in modo non molto diverso rispetto alle e-mail. "Il punto - scrivono i creatori di Openbook - è che Facebook non esplicita con chiarezza quali informazioni diventeranno pubbliche". Districarsi tra le norme della privacy di Facebook non è affatto semplice, tanto che recentemente il New York Times ha calcolato che l'informativa del colosso Internet contiene 5.830 parole, 1.287 in più della Costituzione americana e che per rendere i propri dati almeno parzialmente privati occorre cliccare su 50 impostazioni e 170 opzioni. L'Electronic Frontier Foundation ha pubblicato invece un prospetto che mostra come dal 2005 ad oggi sia peggiorata la politica della privacy di Facebook.
Gli attacchi a Zuckerberg, 26 anni appena compiuti, ormai si moltiplicano. Il Business Insider, ad esempio, pubblica una conversazione tra il fondatore di Facebook ed un amico che dimostrerebbe la sua totale indifferenza nei confronti della privacy. Lo stesso blog a marzo accusò Zuckerberg di aver rubato le idee e i codici di un progetto universitario molto simile, HarvardConnection, diventato ConnectU, per il suo tornaconto. Sono diversi ormai i siti che consigliano di cancellare il proprio profilo sul social network. Uno di questi ha indetto il Quit Facebook Day, invitando a staccare la spina il 31 maggio, ma al momento non pare aver riscosso grande successo.
La stragrande maggioranza dei 400 milioni di utenti sembrano non avere nessuna intenzione di lasciare la community a dispetto dei dubbi sollevati. Un capitale che fa gola a molti e che quattro ragazzi americani promettono di intaccare. In pochi giorni sono riusciti a raccogliere una certa notorietà e fondi sufficienti a lanciare il progetto Diaspora: un social network, che nascerà a settembre e che si propone come l'anti-Facebook proprio perché garantirà agli utenti pieno controllo sui propri dati personali.

fonte ansa.it

lunedì 17 maggio 2010

Divorzio Facebook-Farmville

Rischio divorzio tra FB e Farmville: il social network vuole prelevare il 30% sulle transazioni finanziarie dei giochi e Zynga si ribella.La piccola azienda californiana creatrice del popolare gioco per gestire una fattoria virtuale ritiene proibitiva la percentuale.Secondo il Times, Facebook vorrebbe anche una sorta di esclusiva da Zynga.

La reazione della societa' (un fatturato 2009 di 150 mln di dollari) ora mette a rischio sfratto anche altri giochi, come Fishville e Cafe' World.

Dove andranno a finire i nostri poveri animaluccci?

fonte ansa.it

mercoledì 12 maggio 2010

bimbo sballato dopo dentista, famiglia fa soldi col video

Il video su YouTube è stato scaricato ben 54 milioni di volte: mostra un ragazzino americano di sette anni, David, che appare completamente "sballato" dopo l'anestesia praticata dal dentista: con lo sguardo catalettico, il bambino ciondola con la testa di qua e di là sul sedile posteriore dell'auto di famiglia e in un dialogo con il padre divertito dice "ma il mondo reale è questo?", oppure "resterò così per sempre?". "No, certo che non resterai così!" risponde ridendo il padre da dietro la telecamera. La popolarità del video "David After Dentist", di due minuti scarsi, pubblicato su internet 13 mesi fa su, scrive il sito della Cnn, nel 2009 è stata seconda solo a quella del filmato di Susan Boyle che canta alla trasmissione "Britain's Got Talent", E la famiglia, che vive in Florida, con i banner annessi ha guadagnato la cospicua somma di 100.000 dollari, attirandosi però le inevitabili polemiche per aver "sfruttato" le immagini di un minorenne. Il padre, David DeVore, si è spiegato e ha difeso la sua iniziativa di recente al "festival interattivo" South by Southwest di Austin, in Texas. Si è presentato dicendo: "Salve, io sono David DeVore, conosciuto anche come il papà di David o come l'idiota che ha messo un video su YouTube". Quando si decise di pubblicare il video sul web, disse DeVore, "abbiamo deciso di buttarci in questa avventura di famiglia e vedere cosa sarebbe successo, Beh, non è successo niente che ci abbia messo a disagio", dice, citato da Cnn. La famiglia assicura che una parte del ricavato è andato in beneficienza. Il resto forse servirà a pagare gli studi di David. E la piccola star "sballata" del video? "Quando il filmato è diventato veramente popolare, tutti a scuola lo hanno visto, ma nessuno ne parlava. Ora piaccio anche ad alcune bambine

fonte ansa.it