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martedì 21 maggio 2013

Insegnante licenziato per un commento su Facebook

Scrivere sui social network senza pensare porta spesso, si sa, nei guai. Un principio che condivide anche Alan Francis, ormai ex insegnante alla Steel Valley High School di Munhall, Pennsylvania, che però aggiunge che secondo lui si dovrebbe avere il diritto di sapere che cosa si ha scritto di male.Francis è stato per sette anni supplente a tempo pieno presso la scuola, finché la scuola non ha deciso di licenziarlo per condotta inappropriata. In particolare Francis è stato accusato di avere twittato o commentato su facebook qualcosa che “ha messo a disagio” uno studente (o studentessa) o i suoi genitori.
Ma l’ex insegnante, che racconta di essere stato sempre attento a cosa scrive sui social media, vorrebbe sapere qual è il commento che ha portato al suo licenziamento: la dirigenza della scuola ha detto che non si tratta di un qualcosa “volgare, esplicito o sessuale”, e non gli hanno neppure voluto rivelare in relazione a che studente sia capitato l’incidente, lasciando l’uomo piuttosto perplesso.
Francis, convinto che si tratti sostanzialmente di un equivoco, vorrebbe avere una spiegazione, o almeno qualche dettaglio maggiore sul suo licenziamento.

martedì 19 febbraio 2013

Avere una fidanzata su Facebook costa 750 euro

L'idea della finta fidanzata è nata già da qualche anni grazie a dei siti specializzati che fornivano delle finte fidanzate  per gli utenti che ne facevano richiesta. Oggi siti come FakeInternetGirlfriend.com, GirlfriendHire.com e il brasiliano NamaroFake.com.br offrono fidanzate che esistono su Facebook, ma non nella vita reale.
Svariati sono i motivi di tali richieste, come far ingelosire la ex fidanzata o apparire davanti a colleghi e amici, così per chi non accetta lo status du single la soluzione sarebbe quella di comppranne una fake. Con 750 euro Fake girfriend su Facebook offre la possibilità di avere un falsa donna innamorata.
Ma il fenomeno è al limite della legalità e rischia la chiusura.

giovedì 24 maggio 2012

Facebook sconfitto da Faceporn

Dopo il debutto infelice in borsa, un'altra batosta arriva per il social network più conosciuto del pianeta. Facebook perde la sua battaglia in tribunale contro Faceporn, il sito pornografico norvegese accusato di ledere i diritti della creatura di Mark Zuckerberg che potrà conservare il suo nome.Il richiamo al social network non è solo nel nome, ripreso anche da Fuckbook, altro sito a luci rosse. Qui come su Faceporn gli utenti possono scambiarsi video gratuiti, commentare con i "mi piace" e interagire in chat. Le similitudini non sono andate a genio al colosso dei social, che già da due anni ha querelato il sito norvegese chiedendo la cessione del dominio e il pagamento delle spese processuali basandosi sulla registrazione del marchio "Face".A decretare la vittoria di Faceporn su Facebook è stato il giudice federale Jeffrey White, motivando la decisione col fatto che la magistratura statunitense non ha giurisdizione sul caso, visto che il sito è norvegese e che nessun californiano ha subito offesa da Faceporn. Da Palo Alto potrebbe esserci un nuovo tentativo di querela, stavolta in Norvegia. 

mercoledì 16 maggio 2012

Usare Facebook soddisfa come fare sesso

Per gli scienziati dell' università di Harvard utilizzare il social network dà un grado di soddisfazione pari a quella offerta dal sesso. Secondo i ricercatori svelare sè stessi e le proprie esperienze su Facebook stimola la regione del cervello collegata al piacere, provocando un rilascio di dopamina, la sostanza chimica associata alla reazione che abbiamo quando compiamo un atto sessuale. «La maggior parte delle persone - sostengono gli esperti - dedica il 30-40 percento dei discorsi parlando delle proprie esperienze, mentre sui social media la percentuale sale fino all'80%». «Gli esseri umani sono naturalmente portati a voler condividere i propri pensieri, e avere la possibilità di farlo è vissuta come una sorta di premio soggettivo», hanno spiegato ancora Tamir e Mitchell, sottolineando che il desiderio di mettere in comune con gli altri le proprie esperienze rappresenta una potente forma di piacere, pari a quella che si prova soddisfacendo bisogni primari come nutrirsi e fare sesso.

domenica 11 marzo 2012

Facebook "presenta" le due mogli del bigamo

Un social network per definizione aiuta a socializzare. E in questo senso la funzione «Persone che potresti conoscere» è un metodo utile per ritrovare amici con cui si erano persi i contatti in passato, o per allacciare nuove amicizie. Ma a volte ti fa incontrare anche l'altra moglie di tuo marito. Un uomo di Washington si trova così a dover rispondere di bigamia proprio a causa di Facebook. Il pubblico ministero della contea di Pierce ha spiegato che giovedì è stata avviata una causa contro Alan L. O'Neill: l'uomo si è sposato nel 2001, se n'è andato nel 2009, ha cambiato nome e si è risposato senza prima divorziare. La prima moglie se n'è accorta quando, appunto, «Persone che potresti conoscere» le ha "presentato" la moglie numero due (una donna con cui aveva già litigato in passato). Visitandone il profilo, la donna si è accorta di una foto con una torta nuziale. O'Neill, fino allo scorso dicembre rispondeva al nome di Alan Fulk. Poi il cambio di nome e le nuove nozze. Ora rischia un anno di carcere.

venerdì 9 marzo 2012

Mette su Facebook le natiche di una paziente

Si chiama Nai Mai Cho, ha 26 anni ed è un'infermiera assistente di Portland, negli Stati Uniti. Ha assaggiato le "gioie" della prigione dopo aver postato su Facebook una foto della parte posteriore di una delle pazienti in fin di vita, accompagnandola con commenti degradanti. Secondo quanto racconta Oregonlive.com, l'arresto è stato possibile grazie alla  segnalazione di una delle sue colleghe, che ha identificato la vittima riconoscendo il tipo di benda messa sulle sue piaghe da decubito.Prima di questo episodio, l'infermiera aveva già caricato altri documenti analoghi, mostrando le tristi conseguenze dell'incontinenza. La colpevole ha trascorso otto giorni in carcere ed è ora in libertà vigilata. Dovrà prestare servizio alla comunità. Soprattutto, la giustizia ha deciso di impedirle di usare Facebook e altri social network per un bel po' di tempo. E non potrà più lavorare come infermiera nel suo paese.Una pena esemplare, con cui il tribunale ha voluto ricordare che le persone sono responsabili di ciò che pubblicano online, anche se Nai Mai Cho nega di aver preso le foto. Ironia della sorte, i giudici le hanno anche chiesto di scrivere una lettera di scuse alla sua ultima vittima, che però nel frattempo è morta. E non riceverà mai le scuse.

sabato 25 febbraio 2012

hacker dietro alla condivisione di maltrattamenti animali

Sempre più di frequente vengono condivise su internet immagini di maltrattamenti di animali, che raggiungono spesso una grande diffusione perché molti amanti degli animali si sentono particolarmente colpiti e quindi tendono facilmente a commentare e condividere a loro volta le immagini. Ma non sempre le storie che vengono raccontate sono vere: in alcuni casi si tratterebbe di foto e storie messe in circolazione al fine preciso di sfruttare la risonanza che gli amanti degli animali, in buona fede, finiscono per dare a questo genere di materiale. Peraltro, in qualche caso la “falsità” della condivisione è resa particolarmente evidente da titoli o commenti del tipo “Facebook donerà 5 centesimi per ogni volta che qualcuno condividerà questa immagine”, un espediente di spam particolarmente vecchio e ingenuo in cui però qualcuno sembra continui a cadere. Lo scopo di queste condivisioni “artificiali” varierebbe molto, e spazierebbe dallo scherzo di cattivo gusto, in cui l’autore è solo in cerca di notorietà, a veri e propri attacchi hacker, dove si cerca di fare scaricare all’ignaro utente virus e trojan.

venerdì 3 febbraio 2012

Arriva 'letto Facebook', per non staccare mai(CLICCA PER LEGGERE)

Per non pochi Facebook è l'ultimo pensiero prima di dormire e il primo appena svegli. Ma il designer croato Tomislav Zvonaric ha pensato che si può andare anche oltre e ha progettato il prototipo di un "letto Facebook". Per ora è un modello in scala, ma ha già colpito la fantasia di molti in rete, dove circolano le immagini di questo letto a due piazze. Il 'giaciglio sociale', di colore ovviamente blu, ha la forma di una "f" sdraiata, con le fiancate decorate dalla scritta Facebook.
Il guanciale è anch'esso di colore blu. Il piumino, invece, riproduce varie icone di Facebook, tra cui quella che accompagna gli auguri di compleanno. Nella parte superiore dalla "F", poi, che fa parte della testata del letto, c'é anche una postazione computer con tanto di schermo e di tastiera per chi vuole aggiornare il proprio profilo anche quando è a letto. A giudicare da quanto si può leggere online su siti come Mashable ed altri siti tecnici, le reazioni all'idea non sono tutte contrarie. Anzi.
Al momento, però, non è chiaro se Zvonaric abbia già ottenuto o intenda chiedere, il permesso dal social network per poter produrre e vendere il "Facebook Bed", ma l'iniziativa dell'architetto croato non è l'unica che sta cercando capitalizzare su Facebook, che ad agosto di quest'anno pensa di poter raggiungere il miliardo di utenti. In Brasile, per esempio, secondo quanto riporta il Guardian, stanno per aprire un nightclub che si chiamerà appunto "Facebook" e che cercherà di sfruttare la formula della rete sociale per attrarre clienti.

mercoledì 1 febbraio 2012

Scopre moglie 'hard'su fb,lei lo picchia


Insospettito dal comportamento della moglie, che di notte si alzava e passava ore davanti al computer, ha piazzato una telecamera e l'ha ripresa mentre si autoscattava foto hard e le 'condivideva' su Fb con il suo amante 'virtuale', molto piu' giovane di lei. Ed e' scoppiato il finimondo, con la donna che ha accusato il marito di spiarla e lo ha picchiato. L' uomo ha denunciato la donna per lesioni.

lunedì 30 gennaio 2012

Lo adesca su Facebook e lo truffa per 260 euro

Sperava in un'avventura amorosa e invece ci è andato di mezzo il portafoglio. Un 28enne veneziano sabato pomeriggio incontra a Treviso la ragazza che ha conosciuto su Facebook. Chattavano da mesi, poi finalmente la decisione di incontrarsi. Prima  di uscire a cena, però, lei si fa accompagnare dal suo nuovo amico a fare una lauta spesa e gli chiede di saldare il conto. Lui ci casca e lei scompare nel nulla.La coppia si trovava in un ipermercato dove la ragazza ha fatto spesa per 260 euro. Una volta alla cassa, racconta il Corriere del Veneto, ha detto al malcapitato: "Accidenti, non mi hanno accreditato lo stipendio, ti dispiace anticipare i soldi per me? Te li restituisco subito". Il 28enne ha pagato col proprio bancomat e ha aiutato la giovane a caricare le borse in auto. "Faccio un salto a casa a portare la spesa", ha detto lei. Ed è andata via. Il 28enne l'ha aspetatta per due ore al distributore. Poi, capita la truffa, si è rivolto alla polizia per sporgere denuncia.

fonte: affariitalia.libero.it

Google cambia le regole sulla privacy. E l'anonimato?

Dal primo marzo Big G prenderà le oltre 60 norme relative alla privacy degli utilizzatori dei servizi di Google e le riunirà in una sola, sintetica e molto più semplice da leggere. Secondo Alma Whitten, responsabile dell'area Privacy, Product e Engineering di Google, la nuova Policy unificata servirà a "integrare i diversi prodotti in modo da spiegare, più semplicemente di quanto sia stato fatto sino ad oggi, quale tipo di informazioni vengano raccolte e il modo in cui vengono utilizzate".
Google, in sostanza, promette di non vendere le informazioni personali degli utenti e di non condividerle senza permesso, a meno che non vi siano costretti da un'ingiunzione di un tribunale. Ma siamo sicuri che questa semplificazione non abbia alcun impatto sull'anonimato e le scelte dei singoli utenti? Quando si effettuerà una ricerca su Google, la società sarà libera di utilizzarla su tutti i servizi (come YouTube e Gmail) e potrà influenzare, in un colpo solo, i risultati, cosa che fa già oggi, ma separatamente per ogni servizio. Possibilità di fare "opt-out" (scegliere di non accettare le nuove regole)? Non esiste, prendere o lasciare. E quando le alternative praticamente non esistono, si accetta...

domenica 15 gennaio 2012

Facebook causa di un terzo dei divorzi

Che Facebook sia causa di litigi e separazioni è un fatto ormai noto, ma ora si avvia a diventare anche la principale causa di divorzio, almeno in Gran Bretagna: secondo una ricerca del sito Divorce-Online, che fornisce servizi alle coppie che vogliono interrompere il matrimonio, un terzo dei casi è dovuto proprio al social network.
"Facebook è diventato il mezzo primario di comunicazione - spiegano gli autori della ricerca, eseguita su un campione di 5.000 richieste - ed è il posto più facile dove avere un'avventura extraconiugale. Le persone devono stare più attente a quello che scrivono, anche perché le corti stanno iniziando a usare i post come fonte di prova". Secondo le cifre presentate, Facebook è citato fra i responsabili nel 33% dei divorzi (la cifra era del 20% nel 2009), mentre gli altri social network come Twitter non arrivano allo 0,5%. Tre sono i comportamenti più comuni usati come prova: messaggi 'inappropriati' mandati a persone dell'altro sesso, commenti maligni postati sul proprio partner, soprattutto nel caso di coppie separate, e 'soffiate' sul comportamento del marito o della moglie fatte da amici di Facebook.

lunedì 9 gennaio 2012

Portare il profilo Facebook fino in bagno

Nostalgici del profilo Facebookda portarvelo fino in bagno? SpinningHat allora ha pensato a voi con la sua Social Shower Curtain, una tenda da doccia per la vasca da bagno raffigurante per l’appunto il layout del vecchio profilo, con tanto di “finestrella” per la vostra faccia.
Il prezzo è di “soli” 14,99£ (circa 12€) più spedizione, ma come ci suggerisce The Next Web il “fattore lol” potrebbe valerne la pena. Chissà se a Mark Zuckerberg la cosa piacerà.

martedì 6 dicembre 2011

Prof e alunni su Facebook le amicizie sono da vietare?

"I PROFESSORI non possono dare l'amicizia su Facebook ai loro studenti". Poche parole, scritte nero su bianco nella circolare scolastica, sono arrivate all'improvviso a dettar legge nei rapporti di classe di un piccolo borgo ligure sulla Riviera di ponente. E la notizia del provvedimento, dalle medie di Albisola superiore, in un clic è arrivata in tutt'Italia.

Si riapre così il dibattito sull'opportunità di condividere bacheche, foto private, conversazioni virtuali tra chi sta in cattedra e chi dovrebbe imparare, dopo che quest'estate una legge identica era stata approvata in Missouri provocando proteste e ricorsi.

mercoledì 13 luglio 2011

Mette su Facebook l’invito per la sua festa di compleanno: si presentano in 1.500


La giovane Thessa sperava sicuramente che la sua festa di compleanno avesse successo, ma non così tanto.
La ragazza, che risiede ad Amburgo, in Germania, aveva postato su Facebook l’invito alla festa per il su0 sedicesimo compleanno, che doveva coinvolgere solo pochi amici intimi, ma per errore ha impostato un evento pubblico, che ha avuto un inaspettato successo.
L’evento ha avuto un successo inaspettato, con ben 15.00o persone che hanno dato conferma di partecipazione all’evento. Quando Thessa ha capito che le cose le stavano sfuggendo di mano, ha chiesto aiuto ai genitori, che (oltre a dirle di cancellare l’evento), hanno informato la polizia e assunto dei sorveglianti per proteggere la casa il giorno della festa.
Infatti, nonostante la festa fosse stata cancellata, si sono presentate circa 1.500 che hanno festeggiato in strada, nonostante la presenza di oltre 100 agenti di polizia.
Nel corso della festa ci sono stati alcuni feriti, prevalentemente ragazze che hanno camminato a piedi nudi su pezzi di vetro di bottiglie rotte, e la polizia ha arrestato alcuni ragazzi. Nonostante tutto però, secondo il portavoce della polizia le cose sono andate tutto sommato bene: “è stata una cosa folle, ma fondamentalmente pacifica”.

Post completo: http://notizie.delmondo.info/#ixzz1S19QEx10

martedì 12 luglio 2011

Come esportare i contatti da Facebook a Google Plus

La guerra dei social network è entrata nel vivo con il lancio di Google+, servizio quantomeno simile (se non quasi identico) al più famoso Facebook. Le due compagnie si stanno sfidando per spartirsi gli utenti, e ovviamente la compagnia fondata da Zuckenberg non vuole perderne nemmeno uno: in questo scenario vengono continuamente pubblicate – e ritirate – delle estensioni utili ad esportare in maniera automatica i contatti di Facebook.

Il programmino del momento di chiama Social OX, sviluppato da Open-Exchange, ed è open source. Permette di sfruttare le API (funzioni integrate) di Facebook per creare una lista esportabile di amici, facilmente importabili in altri Social Network. Con ogni probabilità non ci vorrà molto che anche Social OX verrà bandito da Facebook, che non ha alcun interesse nel vedere una diaspora dei suoi (quasi) 600 milioni di utenti. L’esportazione dei dati violerebbe le clausole accettate in occasione della creazione dell’account Facebook, ma Google assicura che le informazioni sono, e devono rimanere, libere.
fonte tiscali.it

lunedì 11 aprile 2011

Facebook fa bene a memoria nonni

I social network spopolano anche tra gli over 65: circa un mln e mezzo di anziani usa facebook per tenersi in contatto con parenti e amici e, grazie agli stimoli della rete, hanno meno disturbi di memoria e mantengono il cervello giovane piu' a lungo.Emerge da uno studio presentato al congresso dell'Associazione italiana di psicogeriatria (Aip) a Gardone Riviera. Agli amanti di Facebook si aggiunge poi un altro milione di 'nonni internauti', che si tiene in contatto con Skype o YouTube.


fonte ansa.it

mercoledì 6 aprile 2011

Come evitare spam e truffe su Facebook

Venditori di viagra e di orologi oppure commessi bancari troppo scrupolosi che ti invitano ad accedere al tuo conto online per urgenti verifiche. Sono tentativi di spamming e scamming via mail ormai noti, trappole nelle quali un utente smaliziato della rete non casca più. Ora però la minaccia arriva da un’altra direzione: i social network, Facebook in primis.

La creatura di Mark Zuckeberg ha superato ormai i 600 milioni di utenti, un mare di pesci che truffatori di tutto il mondo sperano acchiappare nelle loro reti per rubare dati, identità, indirizzi mail degli amici. Fortunatamente, come ricorda Mashable, ci sono alcuni sistemi per evitarlo. Lo stesso social network blu ha diversi filtri automatici per lo spam che funzionano molto bene. Alle volte fin troppo bene, infatti è meglio controllare periodicamente i propri profili e le proprie pagine per controllare che non siano stati considerati spam - e quindi resi incliccabili – anche commenti che non lo sono.Più che lo spamming però, uno dei rischi più realistici che si corre su Facebook è quello dello scamming attraverso le applicazioni. Le tentate truffe sono mascherate in modo non solo da attrarre gli ingenui attraverso app molto invitanti e apparentemente convenienti - quelle accompagnate da frasi tipo, “ Clicca qui per un video da non perdere” o “ Shopping on line: con sconti fino all’70 per cento, solo per te, solo per oggi” – ma anche copiandone alcune realmente esistenti.

Per evitare di cadere in queste trappole è bene tenere a mente alcuni suggerimenti. In primo luogo fare attenzione a link troppo brevi pubblicati in bacheca da amici che di solito non si fanno vivi sul vostro profilo; in secondo luogo occorre valutare bene ogni applicazione prima di installarla e a quelle che gli altri vogliono postare sulla vostra bacheca. Alcune app che sembrano apparentemente innocue si rivelano letali una volta ottenuto l’accesso al vostro indirizzo email. Alcune poi richiedono molti permessi o un determinato numero di accessi e vengono da un marchio o da una fonte sconosciuta: queste è meglio lasciarle perdere del tutto.

Talvolta però tutti gli accorgimenti possono non bastare e si finisce per cliccare lo stesso sul link sbagliato. A questo punto rimane solo una cosa da fare: andare sulle proprie impostazioni della privacy, entrare nella sezione dedicata alle app e disinstallare quella malevola. Sarebbe carino anche eliminare anche tutti i messaggi postati dall’applicazione sul profilo e soprattutto avvisare i vostri amici del pericolo.

Ultimamente però su Facebook sta esplodendo un altro tipo di problema, quello del likejackin: una variante del clickjackin: sono link che portano su pagine di siti web piene di bottoni “ mi piace” nascosti. Basta cliccare su un qualsiasi punto della pagina per mettere mi piace su un post e pubblicarlo automaticamente sul proprio profilo, incuriosendo magari i propri amici e contribuendo a propagare l’attacco. La Zscaler ha messo a punto un bookmarklet Javascrip che permette di rivelare i “ mi piace” nascosti sui siti sospetti.
fonte tiscali.it

www.defanet.it

mercoledì 9 marzo 2011

Arriva la tastiera per Facebook con pulsanti dedicati

Patiti di social network, è il vostro giorno: finalmente è disponibile una tastiera che dispone di ben 19 tasti aggiuntivi per interagire con i più comuni controlli di FaceBook. Con essa sarà possibile effettuare l’upload di foto e video, inserire commenti e accedere alle varie pagine di eventi, giochi e impostazioni senza togliere le mani dalla tastiera, per un’esperienza di utilizzo che vi renderà tutt’uno con il vostro social preferito.

Sul sito ufficiale assicurano che in un solo giorno dalla messa in vendita il traffico su Paypal per acquistare questa tastiera è stato elevatissimo, e visto il numero di utenti (e di “malati”) di Facebook, il dato è ragionevole.

Come garanzia di sicurezza, i pulsanti vengono disattivati nel momento in cui si effettua il logout da Facebook. Ma non è chiaro se questa tastiera abbia i diritti per lo sfruttamento delle immagini in uso su Facebook, elemento che potrebbe bloccarne presto la commercializzazione.
fonte tiscali.it

www.defanet.it

venerdì 18 febbraio 2011

Internet: reale e virtuale si fondono

Il mondo online e quello reale si fondono sui social network in Giappone, dove tramite gli smartphone di nuova generazione sara' possibile 'condividere' oggetti concreti attraverso Internet. Il progetto e' di Mixi, il social network piu' popolare nel Sol Levante con oltre 22 milioni di utenti. Servizi di questo tipo si candidano a rivoluzionare il settore della vendita al dettaglio, con l'offerta mirata di sconti e promozioni mediante l'interazione diretta tra esercente e cliente.