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sabato 13 ottobre 2012

Gli Ospedali cinesi introduco l'estrattore di sperma

Alcuni ospedali cinesi hanno da poco introdotto un insolito macchinario denominato “estrattore automatico si sperma”. La macchina è dotata di uno schermo, dove vengono visualizzati dei filmati di un “orifizio massaggiante” regolabile in altezza, per adattarsi al fisico dei vari soggetti, dove il paziente infila il suo pene in modo da “estrarre lo sperma”, disponendo inoltre di una serie di comandi per regolare tra l’altro ampiezza e frequenza della vibrazione, e temperatura del buco.
La macchina, spiega un andrologo dell’ospedale, non serve tanto per le donazioni di seme, quanto piuttosto per i soggetti che soffrono di infertilità, ed hanno difficoltà a raccogliere campioni di sperma: spesso quando viene loro chiesto di portare un campione di seme per l’analisi, utilizzano il preservativo stesso come “contenitore”, che però può alterare i risultati a causa dei lubrificanti e degli agenti chimici che contengono.


fonte http://notizie.delmondo.info

venerdì 31 agosto 2012

Il sesso orale aiuta le donne contro la depressione

Secondo una ricerca della State University di New York lo sperma maschile rappresenterebbe il più naturale degli antidepressivi. Praticare regolarmente sesso orale ridurrebbe nelle donne il rischio di cadere in depressione.Il liquido seminale contiene, infatti, sostanze chimiche in grado di modificare positivamente l’umore femminile e al contempo, combatte attivamente l’insonniae e che renderebbero migliore l'umore femminile.Inoltre lo studio ha stabilito che le donne che riescono a mantenere una certa stabilità sentimentale e che non usano alcun contraccettivo, godono di una maggiore rilassatezza interiore.

mercoledì 4 aprile 2012

La protesi al seno compie 50 anni

Franck Gerow, chirurgo del Jefferson Davis Hospital di Houston, in Texas, ebbe la folgorazione maneggiando un sacca di sangue in materiale plastico che, come ricorda Teresa Riordan, autrice di Beauty: A History of the Innovations That Have Made Us Beautiful (e giornalista del New York Times), gli diede la sensazione di toccare un seno femminile. Da quell'intuizione all'impianto della prima protesi il passo fu decisamente breve. Il test di esordio venne effettuato su una cagnolina, Esmeralda, che pur non mostrando segni di rigetto (fatto questo che portò Gerow a definire la sua protesi "innocua quanto l'acqua"), dopo alcuni giorni si strappò via i punti di sutura a morsi, ponendo fine alla sperimentazione. Nella primavera del 1962 Gerow e il collega Thomas Cronin effettuarono il primo intervento di mastoplastica al silicone della storia sulla trentenne Timmie Jean Lindsay. In realtà la giovane aveva interpellato i medici soltanto per la rimozione di un tatuaggio e furono proprio i due chirurghi a chiederle di prestarsi come volontaria per quella sperimentazione, proponendole in cambio di correggere le sue orecchie a sventola. Quando Lindsay si risvegliò dopo l'operazione con un seno passato dalla misura coppa B a quella C fu entusiasta e lo fu ancora di più quando si accorse che passeggiando per strada attirava concupiscenti sguardi maschili. Oggi Timmie Jean Lindsay, che per lungo tempo ha tenuto nascosto l'intervento ad amici e familiari, racconta che gli effetti esteticamente benefici dell'operazione alla quale si sottopose mezzo secolo fa sono durati all'incirca quindici anni, dopo di che l'azione del tempo ha iniziato a farsi sentire. «Pensavo che i miei seni sarebbero rimasti alti e sodi per sempre. Ma non è andata così - ha sottolineato l'ottantenne signora Lindsay - perché come quelli normali tendono a scendere verso il basso con l'avanzare dell'età». Ma la pioniera del seno aumentato è comunque felice di quel piccolo pezzo di storia, anzi due, che ancora custodisce all'interno del suo corpo: «E' bello sapere di essere stata la prima».

domenica 11 marzo 2012

Depressa per il troppo sesso dell'amica, studentessa chiede risarcimento

La convivenza con una compagna di stanza disinibita e ossessionata dal sesso l'avrebbe fatta ammalare di depressione e adesso chiede i danni al college che non l'ha tutelata. Lindsay Blankmeyer, un’ex studentessa americana del cattolico Stonehill College,ha trascinato davanti al tribunale di Boston l’ateneo in cui si è laureata nel 2011 chiedendo all’istituto di Easton, Massachusetts, un risarcimento di 150.000 dollari per le sofferenze psicologiche subite. La ventiduenne si sarebbe iscritta al college cattolico nel 2007, ma i suoi problemi sarebbero iniziati solo nell'ultimo anno di università quando le fu assegnata una stanza da condividere con la procace Laura Sidla. Quest'ultima non solo avrebbe invitato più volte il fidanzato nella loro stanza facendo sesso a poca distanza dal letto della compagna di camera. Ma più volte, quando non era in dolce compagnia, si sarebbe collegata a siti web a luci rosse e avrebbe fatto sesso online davanti agli occhi increduli della coinquilina. Questi atteggiamenti strafottenti e audaci avrebbero provocato seri danni alla psiche della ventiduenne che avrebbe sofferto di una «depressione con istinti suicidi e di una sindrome da deficit di attenzione». La ragazza si sarebbe rivolta più volte ai dirigenti del college chiedendo una stanza singola, ma a suo dire i suoi interlocutori non le avrebbero offerto aiuto e la loro superficialità avrebbe aggravato le sue condizioni. «L'istituto di Shonehill ha rifiutato la richiesta di una stanza singola e nelle settimane e nei mesi successivi Lindsay è caduta in una depressione molto forte ed è stata costretta ad allontanarsi dal college per farsi curare» si legge nella causa legale intentata dalla Blankmeyer.

venerdì 9 marzo 2012

Mette su Facebook le natiche di una paziente

Si chiama Nai Mai Cho, ha 26 anni ed è un'infermiera assistente di Portland, negli Stati Uniti. Ha assaggiato le "gioie" della prigione dopo aver postato su Facebook una foto della parte posteriore di una delle pazienti in fin di vita, accompagnandola con commenti degradanti. Secondo quanto racconta Oregonlive.com, l'arresto è stato possibile grazie alla  segnalazione di una delle sue colleghe, che ha identificato la vittima riconoscendo il tipo di benda messa sulle sue piaghe da decubito.Prima di questo episodio, l'infermiera aveva già caricato altri documenti analoghi, mostrando le tristi conseguenze dell'incontinenza. La colpevole ha trascorso otto giorni in carcere ed è ora in libertà vigilata. Dovrà prestare servizio alla comunità. Soprattutto, la giustizia ha deciso di impedirle di usare Facebook e altri social network per un bel po' di tempo. E non potrà più lavorare come infermiera nel suo paese.Una pena esemplare, con cui il tribunale ha voluto ricordare che le persone sono responsabili di ciò che pubblicano online, anche se Nai Mai Cho nega di aver preso le foto. Ironia della sorte, i giudici le hanno anche chiesto di scrivere una lettera di scuse alla sua ultima vittima, che però nel frattempo è morta. E non riceverà mai le scuse.

lunedì 27 febbraio 2012

Guarire la cistite con una medaglietta della Madonna…nella vagina

La cistite? Per guarire definitivamente basta inserire una medaglietta con l’immagine della Madonna in vagina e poi andare a messa.
È questa la ‘ricetta’, decisamente insolita, che sarebbe stata proposta da Gabriella Mereu, medico odontoiatra e chirurgo che ha esposto i suoi personali e quantomai bizzarri principi terapeutici per la cistite. Certamente chi ha partecipato alla serata organizzata dall’assessorato alla Cultura di Marano Vicentino non si aspettava di assistere a una serie di teorie mediche “innovative” e strampalate come quella per la cistite.
Sempre più le persone ricorrono e si affidano alla medicina alternativa, ma sicuramente il premio per la “prescrizione” più bizzarra va alla dottoressa Mereu.Sarebbe interessante sapere quali sono le terapie per altri tipi di patologie, per ora comunque non è dato sapere se la cura funzioni anche per altri disturbi dell’apparato urogenitale.

fonte: http://notizie.delmondo.info

giovedì 15 dicembre 2011

In arrivo la bevanda a base di urina di mucca

Si tratta di una bevanda sviluppata dal Cow Protection Department, a base di urina di mucca.
La bevanda, denominata gau jal, che vuol dire “acqua di vacca”, nonostante l’origine, non avrebbe alcun residuo sapore dell’…origine, ma sarebbe anzi gustosa.
L’urina di vacca avrebbe proprietà terapeutiche, almeno secondo una certa tradizione della medicina indiana, e sarebbe usata per trattare anche cancro o malattie del fegato. Sono forse proprio le caratteristiche terapeutiche che potrebbero spingere le vendite.

fonte  http://notizie.delmondo.info/

mercoledì 30 novembre 2011

Ragazza invecchia di 50 anni in pochi giorni

Una giovane ragazza vietnamita è rimasta vittima di una strana malattia che la fa fatta invecchiare di 50 anni in pochi giorni. Nguyen Thi Phuong, oggi 26enne, dimostra almeno 50 anni i più, con la pelle che si è rammollita e raggrinzita, riempiendosi di rughe, e le cartilagini ingrossate.
I medici brancolano nel buio, senza riuscire ad individuare con certezza le cause di questo “invecchiamento precoce”.
L’ipotesi più accreditata è che l’effetto sia la combinazione di un’allergia al pesce e di un tentativo di curaeffettuato con la “medicina tradizionale”, che però ha aggravato la situazione.Il marito della donna, intervistato dai giornalisti, non ha voluto fornire molti dettagli: “Ho sposato Phuong quando era una ragazza bellissima, e comunque le sono rimasto

giovedì 3 novembre 2011

La Pepsi aiuta i ciechi a giocare a calcio

Interessantissimo esperimento quello condotto dal Pepsi Refresh Project in collaborazione con alcune ditte specializzate nella creazione di apparati elettronici come la Society 46 e la Tracab. Si tratta del "Sound of Football", uno slogan usato per identificare un complesso sistema che ha messo insieme 16 telecamere, vari telefoni iPhone e un software particolare per dare la possibilità a una squadra di giocatori non vedenti di sfidare un team di glorie del passato.
Grazie infatti a degli speciali algoritmi è stato possibile trasformare i segnali visivi in specifici suoni, in grado di comunicare ai singoli giocatori la loro distanza dalla porta, la posizione della palla e degli avversari, il tutto in tempo reale e in maniera personalizzata rispetto ai movimenti dei giocatori.
Il risultato è stato più che soddisfacente, con delle prospettive molto importanti: portare questa tecnologia nella vita di tutti i giorni, per dotare tutti i soggetti con problemi alla vista di un sistema per muoversi con più confidenza nello spazio.
fonte tiscali.it

martedì 11 ottobre 2011

Un topo con il cervelletto artificiale, equipe di scienziati israeliani apre la strada all'uomo cyborg

Un’equipe di scienziati dell’università di Tel Aviv è stata in grado di creare dei topolini “cyborg”, dotati di un cervelletto artificiale, l'organo dell'equilibrio, collegato e in grado di dialogare col resto del cervello. L'esperimento, il primo nel suo genere ad esser andato a buon fine, apre le porte alla sostituzione di parti di cervello danneggiate da un ictus o da un trauma cranico. Il team di ricercatori, guidato dal professor Matti Mintz, ha presentato i risultati dell’esperimento nel corso del meeting “Strategies for Engineered Negligible Senescence”, tenutosi qualche giorno fa a Cambridge.
I ricercatori israeliani hanno creato un primo prototipo di una parte del sistema nervoso e l'hanno impiantata su alcuni ignari topolini cui, dopo un'anestesia, è stato “disabilitato” il cervelletto. Al suo posto un piccolo dispositivo in grado di ricevere e rispondere agli input inviati dal cervello, consentendo così alle piccole cavie di effettuare dei movimenti (il test per il momento è stato fatto su movimenti involontari). “È ormai dimostrato che si possono registrare le informazioni provenienti dal cervello, elaborarle in modo simile a una rete biologica e rimandarle indietro al cervello stesso”, ha commentato a New Scientist il ricercatore. L'obiettivo futuro, gli scienziati non nascondono ci sia ancora tantissima strada da fare, è riuscire a far funzionare questo cervelletto artificiale per coordinare equilibrio e movimenti dell'animale.
“Questo esperimento - ha detto Francesco Sepulveda della University of Essex di Colchesterche - dimostra quanto siamo arrivati lontano per la creazione di circuiti che potrebbero un giorno sostituire le aree del cervello danneggiate e addirittura aumentare il potere del cervello sano . Il circuito creato dal team del professor Matti imita una funzionalità molto semplice. Tuttavia, questo è un emozionante passo verso un’enorme possibilità”.
Il passo successivo? Gli scienziati sperano di poter realizzare un modello più sofisticato, in grado di adempiere ad un maggior numero di funzioni, per poi testarlo in un animale “consapevole”. “Si tratta di una sfida molto impegnativa, a causa della diminuzione della qualità del segnale neurale”, commenta Robert Prueckl, collega del professor Mintz e ricercatore presso la Guger Technologies a Graz, in Austria.
L’obiettivo risulta tuttavia raggiungibile, si dovranno sviluppare software migliori e tecniche di impianto, per gli elettrodi, più precise. “E’ probabile che ci vorranno diversi decenni per arrivarci - ha detto l’esperto - ma la mia scommessa è che parti specifiche, ben organizzate del cervello come l’ippocampo e la corteccia visiva, potranno essere sintetizzate prima della fine del secolo”.
fonte tiscali.it

mercoledì 23 marzo 2011

Microsoft e Nintendo aiutano a migliorare la medicina

Chi ha detto che le console di Nintendo e Microsoft servono solo per divertirsi? I frutti di una ricerca tecnologia, ancorché condotta per creare macchine da gioco, possono essere applicati ai più svariati settori, un po' come è sempre successo con la tecnologia militare.

Scopriamo infatti che in Canada, al Sunnybrook Hospital di Toronto, un team di medici chirurghi sta usando un Kinect interfacciato con un computer (appositamente programmato) per rendere più sicuro e al riparo da contaminazioni un ambiente sterilizzato. In pratica il medico muove le mani in aria per accedere alle informazioni sul PC, senza essere costretto a lasciare la sala operatoria.

E secondo l'American Optometric Association, il nuovissimo Nintendo 3DS (che arriverà in Italia questo venerdì) verrà usato per diagnosticare problemi di vista nei bambini sotto ai 6 anni, specialmente se verranno sviluppate applicazioni volte a questo scopo.

Chissà che Microsoft non introdurrà degli obiettivi sbloccabili anche per questo tipo di applicazioni del suo Kinect!
fonte tiscali.it

www.defanet.it