Il mouse del pc è tre volte più sporco della tavoletta del water. Anche
se a occhio nudo può sembrare assurdo, secondo l'Initial Washroom
Hygiene che ha effettuato i test su 158 oggetti prelevati da tre diversi
ufficici, gli apparecchi elettronici sono dei pericolosissimi
ricettacoli di germi. La causa sarebbe da ricercare nel fatto che sempre
più spesso ci si ferma a mangiare davanti allo scermo, e con le mani
ancora sporche si toccano mouse e tastiera. Secondo la ricerca, i meno
igienici sarebbero gli uomoni, che nascondono sulla loro postazione il
40% dei batteri in più rispetto alle donne. Il manager Peter Barratt ha detto: «Ormai è prassi comune per gli
impiegati pranzare alla scrivania, lasciando briciole e residui di altri
prodotti alimentari sul posto di lavoro, in particolare su mouse e
tastiere, che li rende luoghi ideali per batteri e altri microrganismi.
In aggiunta, perché sono apparecchi elettrici, questi elementi non
vengono puliti regolarmente o in maniera più accurata come le altre
parti dell’ufficio».Se al primo posto nella classifica della sporcizia si classifica il
mouse, al secondo c'è la tastiera. Ma non sono gli unici oggetti
potenzialmente novici per la salute. Occhi puntati anche sui carrelli
della spesa, le sedie dei ristoranti e persino i pulsanti
dell'ascensore.
Chat e incontri
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venerdì 6 aprile 2012
venerdì 18 novembre 2011
Emoticon
Le emoticon (o smiley, in italiano faccina) sono riproduzioni stilizzate di quelle principali espressioni facciali umane che si manifestano in presenza di un'emozione (sorriso, broncio, ghigno, ecc.). Vengono utilizzate prevalentemente su Internet nei programmi di messaggistica chat e negli SMS per sopperire alla mancanza del linguaggio non verbale nella comunicazione scritta. Il nome nasce dall'accostamento delle parole "emotional" e "icon" e sta ad indicare proprio un' icona che esprime emozioni.La nascita delle prime emoticon è molto controversa. La prima in assoluto pare essere stata usata il 12 aprile 1979 da un certo Kevin
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lunedì 10 ottobre 2011
Il futuro del mondo è legato a Internet.Se collassasse torneremmo indietro di 50 anni
Internet è diventata da tempo parte inscindibile della nostra quotidianità. Attraverso la Rete vengono veicolati ogni giorno miliardi di informazioni e milioni di transazioni economiche. L’industria, le banche, le università e gli stessi uffici pubblici, ormai, non possono fare più a meno del Web: tutto passa attraverso l’infrastruttura telematica. Cosa accadrebbe però se ipoteticamente la Grande Rete dovesse collassare?
Se Internet si bloccasse la nostra vita segnerebbe un violento arretramento, si dovrebbe tornare a sistemi manuali analogici con enormi ritardi e costi aggiuntivi. La democrazia nel mondo ne soffrirebbe; gli abusi dei governanti non verrebbero rivelati al resto del mondo. I popoli non comunicherebbero facilmente tra di loro. Usi e costumi ritornerebbero ad essere diversi mentre oggi i giovani stanno creando una massa culturale globale (nel bene e nel male), che permette loro di comunicare e di lavorare facilmente insieme, perché la base di lavoro è la stessa: internet. In pratica ormai non si può più fare a meno della Grande Rete. E’ uno strumento globale della nostra vita. E’ uno strumento di vera democrazia, perché non è soggetta a nessun dittatore. Internet è nata libera e rimarrà libera, nonostante la brutta pagina scritta dal Governo italiano in questi giorni, imponendo tre anni di prigione per i giornalisti-blogger che non pubblichino rapidamente le rettifiche alle notizie. I giornalisti non dovrebbero accettare una violenza simile.
La prenotazione dei voli aerei si bloccherebbe con impatto sul traffico aereo, idem per le ferrovie, gli ospedali rallenterebbero la attività, i medicinali sarebbero distribuiti al rallentatore, il sistema finanziario e bancario si bloccherebbe, i sistemi anagrafici… In una frase, potremmo dire che il mondo ritornerebbe piccolo ed arretrato come era cinquant’anni fa.
Un blocco del sistema cosi come lo stiamo immaginando ,è una realtà, più che un potenziale pericolo. Potrei portare due esempi significativi. Nel 2007 l'Estonia, Paese moderno, estremamente progredito nel campo informatico (pensate che la attività negli Enti statali estoni vengono fatte via internet e non esistono documenti cartacei negli uffici, né sui tavoli né negli armadi), subì un violento attacco informatico da un importante Paese confinante. I giornali, la Polizia ed i servizi ministeriali furono bloccati per circa una settimana. Non si poteva entrare né uscire dal Paese perché i controlli di frontiera erano bloccati, la vita del Paese rimase praticamente ferma per alcuni giorni. L’Europa e la Nato aiutò l’Estonia a rimettere in piedi il sistema e dopo qualche giorno l’attività riprese regolarmente. All’incirca nello stesso periodo la Guardia Costiera inglese subì un attacco informatico e si bloccò, nel senso che gli ordini dovettero essere emessi in forma cartacea ritornando 'ai vecchi tempi', cosa alla quale nessuno è più abituato. Le future guerre saranno 'informatiche' prima che convenzionali (truppe sul terreno) ed addirittura prima che nucleari. I Paesi tecnologicamente più progrediti stanno equipaggiandosi per contrastare attacchi informatici e per gestirne le conseguenze.
I Cert sono la base per la difesa di un paese e di una alleanza. Permettono di monitorare e dare informazioni sulla attività della Rete e facilitano la reazione agli attacchi. L’Italia sta facendo la sua parte in questo campo, ma c’è ancora molto da fare.
In Europa esiste l'Enisa che ha la funzione di aiutare i Paesi meno progrediti in campo informatico a raggiungere il livello di quelli più equipaggiati (Germania, Gran Bretagna, Francia, Finlandia,etc…), perché è noto che in una organizzazione informatica basta che la back-door sia debole per far collassare anche il più robusto sistema informatico. Enisa non può intervenire né imporre soluzioni tecnico-operative, può solo dare gli strumenti, insegnare ad usarli e convincere gli Stati Membri ad usarli; la decisione finale poi è del Governo di quel determinato Paese. Il motivo di questa limitazione è che ogni Paese europeo vuole gestire la propria sicurezza nazionale. Quindi aiuto sì, ma imposizioni operative no.
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sabato 17 settembre 2011
Il computer a energia solare è già realtà
Direttamente dal keynote Intel Developer Forum di San Francisco arriva un prototipo di quello che sarà il sistema di alimentazione dei PC, degli smartphone e dei tablet del futuro.
Si tratta di un sistema in grado di funzionare esclusivamente grazie all'energia solare immagazzinata durante il giorno, ma anche incamerata da un punto luce artificiale, come una normalissima lampadina. Per raggiungere questo risultato gli ingegneri della Intel hanno utilizzato un processore che funziona con voltaggi bassissimi e che non è ancora stato presentato al pubblico, ed il sistema così creato è risultato perfettamente in grado di far girare Windows.
Questo processore (con micro-architettura Haswell) ha una tecnologia a 22nm ed è in grado di ridurre i consumi di ben 20 volte rispetto agli attuali processori Ivy Bridge.
Un Ultrabook dotato di questa CPU e di questo sistema di alimentazione è in grado di rimanere acceso in stand-by per ben 10 giorni. L'amministratore delegato di Intel Paul Otellini ha inoltre aggiunto che tutto questo sarà disponibile al grande pubblico entro il 2013. (Img courtesy of Engadget)
Si tratta di un sistema in grado di funzionare esclusivamente grazie all'energia solare immagazzinata durante il giorno, ma anche incamerata da un punto luce artificiale, come una normalissima lampadina. Per raggiungere questo risultato gli ingegneri della Intel hanno utilizzato un processore che funziona con voltaggi bassissimi e che non è ancora stato presentato al pubblico, ed il sistema così creato è risultato perfettamente in grado di far girare Windows.
Un Ultrabook dotato di questa CPU e di questo sistema di alimentazione è in grado di rimanere acceso in stand-by per ben 10 giorni. L'amministratore delegato di Intel Paul Otellini ha inoltre aggiunto che tutto questo sarà disponibile al grande pubblico entro il 2013. (Img courtesy of Engadget)
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mercoledì 29 giugno 2011
Installazione Webcam Logitech su Windows 7 (e Vista)
Questa procedura e per chi vuole utilizzare una vecchia webcam della logitech con Windows 7.Infatti molte webcam della logitech non sono piu supportate da Windows Vista in poi,quindi rendendolo initulizzabili su questi Sistemi Operativi.Con questa procedura, da me provata su Windows 7 Ultimate 32 bit, riuscirete a installare la webcam.
Come prima cosa scaricate l'ultima versione dei driver della vostra webcam dal sito della Logitech.
Scompattate il file che avete scaricato sul vostro pc(utilizzando ad esempio Winrar).
Ora andate su pannello di controllo , Sistemi e sicurezza,Sistemi,Gestione dispositivi.
Nel elenco altri dispositivi troverete la vostra Webcam con il triangolini giallo.Cliccateci sopra ed andati su driver dopo di che cliccate su aggiorna driver e poi scegliete installazione manuale e inserite il percorso della cartella driver che avete scompattati prima.Dopo che ha terminato l'installazione riavviate e la vostra webcam sara installata e funzionate.
Come prima cosa scaricate l'ultima versione dei driver della vostra webcam dal sito della Logitech.
Scompattate il file che avete scaricato sul vostro pc(utilizzando ad esempio Winrar).
Ora andate su pannello di controllo , Sistemi e sicurezza,Sistemi,Gestione dispositivi.
Nel elenco altri dispositivi troverete la vostra Webcam con il triangolini giallo.Cliccateci sopra ed andati su driver dopo di che cliccate su aggiorna driver e poi scegliete installazione manuale e inserite il percorso della cartella driver che avete scompattati prima.Dopo che ha terminato l'installazione riavviate e la vostra webcam sara installata e funzionate.
mercoledì 15 giugno 2011
Windows 7: SI bloccano i download di file di grande dimensione
Molti utilizzatori di Windows 7 hanno riscontrato un problema al quanto fastidioso e cioè quando tentavano di scaricare un file di grandi dimensioni il download si bloccava .All'inizio si pensava fosse un problema dovuto alla connessione o al modem,anche perchè la navigazione sui siti continuava a funzionare nonostante i download si bloccassere.Questo problema non è da imputare a nessuno difetto di natura hardware,connessionemo o gestore ,ma e' un problema causato da windows 7 stesso, in particolare da una nuova funzione introdotta l' AUTOTUNING, che non riesce a svolgere il suo lavoro bene portanto quindi al blocco dei download.L'Autotuning non fa altro che ottimizzare le finestre di ricezione TCP per ogni connessione di rete al fine di ottimizzare la velocita di download /upload.Qui andremo a spiegare in pochi semplici passi,come poter disattivare tale funzione se riscontrate tali problemi(Cio vale anche se avete problemi con i vari client p2p tipo emule).
1.Avviate il prompt di comando con i privileggi di amministratore
2 Nella finestra di prompt scrive la sequente riga di comando:
netsh int tcp set global autotuninglevel=disable
3 Riavviate e cosi i download non si bloccano piu
4 per chi volesse ripristinare l'Autotuning la riga di comando è la seguente
netsh interface tcp set global autotuning=normal
1.Avviate il prompt di comando con i privileggi di amministratore
2 Nella finestra di prompt scrive la sequente riga di comando:
netsh int tcp set global autotuninglevel=disable
3 Riavviate e cosi i download non si bloccano piu
4 per chi volesse ripristinare l'Autotuning la riga di comando è la seguente
netsh interface tcp set global autotuning=normal
martedì 24 maggio 2011
Gli informatici sono i più disponibili al sesso al primo appuntamento
Secondo una ricerca, le persone che lavorano nel settore informatico sarebbero i più disponibili a fare sesso al primo appuntamento, con il 46% del totale. Ben oltre la media, che invece indica solo un 17% di “disponibili”.Un dato che si presta a molteplici interpretazioni, anche in relazione allo stereotipo del “nerd”, tanto che nel commentare i risultati della ricerca, commissionato da un sito di dating online, è scappata l’ipotesi che sia dovuto al fatto che le occasioni siano poche, quindi la disponibilità sarebbe una necessità più che una scelta. Il dato inoltre sarebbe influenzato dal fatto che il settore informatico sarebbe a maggioranza maschile, cosa che da un lato aumenta il desiderio, dall’altro influenza la statistica dato che gli uomini sono in media più “disponibili” delle donne. Ma altri settori a maggioranza maschile sarebbero invece sulla media.
I più “casti”, sempre secondo la ricerca (condotta nel Regno Unito), sarebbero i lavoratori del settore sanitario, con solo il 6% disponibili al sesso al primo appuntamento.
Post completo: http://notizie.delmondo.info/#ixzz1NFw8sQPT
I più “casti”, sempre secondo la ricerca (condotta nel Regno Unito), sarebbero i lavoratori del settore sanitario, con solo il 6% disponibili al sesso al primo appuntamento.
Post completo: http://notizie.delmondo.info/#ixzz1NFw8sQPT
venerdì 18 marzo 2011
EvoMouse ogni superficie diventa un trackpad
Di tastiere virtuali ne abbiamo sentito spesso parlare, ma è la prima volta che vediamo un trackpad virtuale: EvoMouse colma questo gap.
Mediante il posizionamento di questo sensore a luce infrarossa è possibile trasformare qualsiasi superficie (multimateriale) in un comodissimo trackpad multigesture, che sarà in grado di interpretare i clic del tasto destro e sinistro, il doppio clic, il drag&drop e anche l’ormai immancabile funzione “pinch-to-zoom” introdotta dal primo iPhone.
l dispositivo si connette via Bluetooth o USB e non funziona solo con Windows, ma anche con sistemi operativi Blackberry, Symbian (per chi continua ad usarlo) e con le piattaforme Windows Mobile. EvoMouse è anche in grado di proiettare una tastiera full-size, ma ancora non si hanno informazioni su prezzo e data di uscita.
Sicuramente ci troviamo di fronte a una nuova evoluzione dell’oggetto più usato e maltrattato dagli utenti PC, e probabilmente in un futuro non troppo lontano dispositivi del genere sostituiranno del tutto mouse e trackpad di ogni tipo.
fonte tiscali.it
www.defanet.it
Mediante il posizionamento di questo sensore a luce infrarossa è possibile trasformare qualsiasi superficie (multimateriale) in un comodissimo trackpad multigesture, che sarà in grado di interpretare i clic del tasto destro e sinistro, il doppio clic, il drag&drop e anche l’ormai immancabile funzione “pinch-to-zoom” introdotta dal primo iPhone.
l dispositivo si connette via Bluetooth o USB e non funziona solo con Windows, ma anche con sistemi operativi Blackberry, Symbian (per chi continua ad usarlo) e con le piattaforme Windows Mobile. EvoMouse è anche in grado di proiettare una tastiera full-size, ma ancora non si hanno informazioni su prezzo e data di uscita.
Sicuramente ci troviamo di fronte a una nuova evoluzione dell’oggetto più usato e maltrattato dagli utenti PC, e probabilmente in un futuro non troppo lontano dispositivi del genere sostituiranno del tutto mouse e trackpad di ogni tipo.
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giovedì 3 marzo 2011
Apple svela il nuovo iPad 2
si è tenuto all'Yerba Buena Center di San Francisco il keynote della Apple in cui Steve Jobs in persona ha presentato la nuova incarnazione dell’iPad.
Il CEO e fondatore di Apple ha smentito le voci sul suo cattivo stato di salute, con la sua solita performance fatta di dati statistici e annunci in pompa magna della seconda generazione del “prodotto di consumo di maggior successo mai lanciato”: 15 milioni di esemplari venduti solo nel 2010.
Il nuovo iPad è sensibilmente più veloce e reattivo del predecessore, con un processore dual-core A5 da 1GHz, e con una scheda grafica fino a nove volte più veloce; è presente una videocamera frontale per le chiamate con FaceTime, mentre quella posteriore è stata migliorata per registrare video HD a 720p. Sono stati aggiunti gli stessi giroscopi dell’iPhone 4, il tutto senza intaccare minimamente la durata della batteria che rimarrà di 10 ore, e riuscendo addirittura a rendere il dispositivo più sottile del 33% rispetto al predecessore, per un peso di soli 590 grammi.
Infine, il nuovo iPad sarà dotato anche dell’uscita HDMI (1080p) grazie a un apposito adattatore venduto separatamente, che permetterà di usare il tablet anche come stazione multimediale.
Il prezzo rimarrà lo stesso del vecchio iPad, che per l’occasione scenderà a 379 euro; disponibile dal 25 marzo nei colori bianco e nero, potete trovare tutte le informazioni sul sito ufficiale.
www.defanet.it
Il CEO e fondatore di Apple ha smentito le voci sul suo cattivo stato di salute, con la sua solita performance fatta di dati statistici e annunci in pompa magna della seconda generazione del “prodotto di consumo di maggior successo mai lanciato”: 15 milioni di esemplari venduti solo nel 2010.
Il nuovo iPad è sensibilmente più veloce e reattivo del predecessore, con un processore dual-core A5 da 1GHz, e con una scheda grafica fino a nove volte più veloce; è presente una videocamera frontale per le chiamate con FaceTime, mentre quella posteriore è stata migliorata per registrare video HD a 720p. Sono stati aggiunti gli stessi giroscopi dell’iPhone 4, il tutto senza intaccare minimamente la durata della batteria che rimarrà di 10 ore, e riuscendo addirittura a rendere il dispositivo più sottile del 33% rispetto al predecessore, per un peso di soli 590 grammi.
Infine, il nuovo iPad sarà dotato anche dell’uscita HDMI (1080p) grazie a un apposito adattatore venduto separatamente, che permetterà di usare il tablet anche come stazione multimediale.
Il prezzo rimarrà lo stesso del vecchio iPad, che per l’occasione scenderà a 379 euro; disponibile dal 25 marzo nei colori bianco e nero, potete trovare tutte le informazioni sul sito ufficiale.
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mercoledì 26 gennaio 2011
2011 l' Anno dei processori
Il 2011 si apre con la crescente attesa per i nuovi processori con architettura Apu(Accelereted Processing Unit) che fondono in unico blocco di silicio un comparto di calcolo classico(Cpu) e uno di tipo grafico(Gpu)Amd e Intel si affronteranno sul terreno della funzionalita e delle prestazione,mentre noi utenti cercheremo di valutare l'entita' del cambiamento e quali vantaggi ne deriveranno.Per gli utenti di fascia alta e per i videogiocatori cambiera ben poco, per loro la soluzione ideale continuera ad essere l'accoppiata Cpu Gpu.Per il resto del mercato la trasformazione potrebbe essere imponente.L' Apu di Intel e Amd hanno il potenziale per cambiare volto ai dispositivi ultraportabili.; gli utenti netbook potranno contare su dispositivi con prestazioni sempre piu' vicine a quelle degli attuali notebook.Per quanto riguarda i sistemi desktop tutta la gamma all-in-one e dei nettop vedra' un incremento di funzionalita' e prestazioni associato anche alla possibilita' di ridurre gli imgombri.Per i desktop domestici destinati anche ad un utilizzo multimediale le premesse sono buone ,ma sara necessario attendere quache dato reale per poter formulare qualche giudizio.
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giovedì 13 gennaio 2011
Le 11 invenzioni che hanno cambiato il mondo
Smartphone, social network e telefonate via internet: ecco chi è salito sul podio della classifica delle 11 tecnologie più "cool", eccezionali, di questa decade che si appresta a finire. La vittoria, meritatissima, è loro assegnata per l'impatto che hanno avuto sulla società e per la loro utilità. E' la classifica stilata dal magazine di tecnologia IEEE Spectrum Magazine, il giornale della associazione IEEE - Institute of Electrical and Electronic Engineers.
SMARTPHONE Letteralmente i 'telefoni furbi', si sono aggiudicati il primo posto per la loro utilità e per il loro successo indiscusso: gli smartphone, infatti, sono amati da tutti perché racchiudono nel telefono una serie di funzioni, dall'ascolto di musica a internet, dalla macchina fotografica alle email.
SOCIAL NETWORK da Facebook a MySpace, passando per Twitter, da quando sono nati i social network hanno conquistato tutti tanto che ormai è quasi un 'must' relazionarsi con la propria cerchia di amici tramite uno di loro; non a caso finora hanno 'accolto' come membri un quinto della popolazione mondiale.
TELEFONO VIA INTERNET 'Voice over IP' (Voce tramite protocollo Internet), abbreviato VoIP, è una tecnologia che rende possibile effettuare una conversazione telefonica sfruttando una connessione internet e un microfono. Ciò consente di abbattere le distanze con telefonante intercontinentali che costano quanto un'urbana.
LED Le lucine sparse per casa, su PC, TV e altri elettrodomestici; LED sta per Light Emitting Diode (diodo ad emissione luminosa) ed è usata sia come spia di funzionamento del congegno, sia per far funzionare telecomandi, semafori e anche gli stop delle auto, solo per fare qualche esempio.
COMPUTER SEMPRE PIU' POTENTI grazie a microprocessori (il cervello del PC) multipli, le cosiddette 'Multicore CPU' che hanno tanti piccoli cervelli raggruppati in un unico chip.
CLOUD COMPUTING Una 'nuvola' di applicazioni posta nella rete e utilizzabile da un comune pc senza doverla installare su di esso. E' questo il futuro dell'informatica, anche i tuoi dati, immagazinati sul web, sono utilizzabili da qualunque pc accedendovi tramite internet.
AEREI SENZA PILOTI Noti come 'droni', sono 'robot alati' usati a scopo militare che si prevede verranno impiegati anche nell'aeronautica civile. ROVER Robot esploratori lanciati su altri pianeti a scopo di ricerca.
TRASMISSIONE FLESSIBILE DI CORRENTE. Gli ingegneri hanno sviluppato modi sofisticati di trasmettere la corrente alternata in modo potente ma stabile: è il sistema flessibile di trasmissione di corrente alternata (FACTS).
FOTOGRAFIA DIGITALE Non solo ha reso la fotografia immediatamente gratificante, perché vedi subito il prodotto del tuo scatto, ma soprattutto ha reso l'immagine (e il video, la registrazione di ogni evento) molto più invasiva nella nostra quotidianità.
SISTEMI AUDIO DI CLASSE D Tecnologia efficiente per ascoltare musica ad alta fedeltà: rappresenta il più grande miglioramento nella riproduzione audio da moltissimo tempo.
fonte ansa.it
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SMARTPHONE Letteralmente i 'telefoni furbi', si sono aggiudicati il primo posto per la loro utilità e per il loro successo indiscusso: gli smartphone, infatti, sono amati da tutti perché racchiudono nel telefono una serie di funzioni, dall'ascolto di musica a internet, dalla macchina fotografica alle email.
SOCIAL NETWORK da Facebook a MySpace, passando per Twitter, da quando sono nati i social network hanno conquistato tutti tanto che ormai è quasi un 'must' relazionarsi con la propria cerchia di amici tramite uno di loro; non a caso finora hanno 'accolto' come membri un quinto della popolazione mondiale.
TELEFONO VIA INTERNET 'Voice over IP' (Voce tramite protocollo Internet), abbreviato VoIP, è una tecnologia che rende possibile effettuare una conversazione telefonica sfruttando una connessione internet e un microfono. Ciò consente di abbattere le distanze con telefonante intercontinentali che costano quanto un'urbana.
LED Le lucine sparse per casa, su PC, TV e altri elettrodomestici; LED sta per Light Emitting Diode (diodo ad emissione luminosa) ed è usata sia come spia di funzionamento del congegno, sia per far funzionare telecomandi, semafori e anche gli stop delle auto, solo per fare qualche esempio.
COMPUTER SEMPRE PIU' POTENTI grazie a microprocessori (il cervello del PC) multipli, le cosiddette 'Multicore CPU' che hanno tanti piccoli cervelli raggruppati in un unico chip.
CLOUD COMPUTING Una 'nuvola' di applicazioni posta nella rete e utilizzabile da un comune pc senza doverla installare su di esso. E' questo il futuro dell'informatica, anche i tuoi dati, immagazinati sul web, sono utilizzabili da qualunque pc accedendovi tramite internet.
AEREI SENZA PILOTI Noti come 'droni', sono 'robot alati' usati a scopo militare che si prevede verranno impiegati anche nell'aeronautica civile. ROVER Robot esploratori lanciati su altri pianeti a scopo di ricerca.
TRASMISSIONE FLESSIBILE DI CORRENTE. Gli ingegneri hanno sviluppato modi sofisticati di trasmettere la corrente alternata in modo potente ma stabile: è il sistema flessibile di trasmissione di corrente alternata (FACTS).
FOTOGRAFIA DIGITALE Non solo ha reso la fotografia immediatamente gratificante, perché vedi subito il prodotto del tuo scatto, ma soprattutto ha reso l'immagine (e il video, la registrazione di ogni evento) molto più invasiva nella nostra quotidianità.
SISTEMI AUDIO DI CLASSE D Tecnologia efficiente per ascoltare musica ad alta fedeltà: rappresenta il più grande miglioramento nella riproduzione audio da moltissimo tempo.
fonte ansa.it
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venerdì 7 gennaio 2011
CES2011: Asus presenta l'anti Kinect
La Asus ha collaborato con PrimeSense, la ditta che ha sviluppato il Kinect per la Microsoft, per creare un controller per PC basato sulla stessa tecnologia.
Il device si chiamerà WAVI Xtion l'uscita sul mercato è prevista per la primavera e la presentazione ufficiale avverrà durante il Cosumer Electronics Show 2011 di Las Vegas. L'idea della Asus è quella di utilizzare questo nuovo controller, che si connette in modalità wireless ad un PC collegato alla TV, per gestire la riproduzione di contenuti multimediali e videogiochi senza dover toccare il telecomando.
L'idea non è niente male, ma, a parte il prezzo di vendtia, siamo curiosi di scoprire se la WAVI Xtion riuscirà a capire se se vogliamo cambiare canale, alzare il volume oppure se ci stiamo solo muovendo sul divano...
fonte tiscali.it
Il device si chiamerà WAVI Xtion l'uscita sul mercato è prevista per la primavera e la presentazione ufficiale avverrà durante il Cosumer Electronics Show 2011 di Las Vegas. L'idea della Asus è quella di utilizzare questo nuovo controller, che si connette in modalità wireless ad un PC collegato alla TV, per gestire la riproduzione di contenuti multimediali e videogiochi senza dover toccare il telecomando.
L'idea non è niente male, ma, a parte il prezzo di vendtia, siamo curiosi di scoprire se la WAVI Xtion riuscirà a capire se se vogliamo cambiare canale, alzare il volume oppure se ci stiamo solo muovendo sul divano...
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martedì 23 novembre 2010
25 anni fa nasceva Windows 1.0
Lento, rudimentale e con un sacco di 'bug', tanto da venire accolto con sarcasmo dagli esperti. Venticinque anni fa in questi giorni veniva lanciato sul mercato Windows 1.0, il capostipite dei sistemi operativi che oggi dominano i computer di tutto il mondo.
''La cosa interessante pensandoci adesso e' che a quel tempo ne abbiamo riso - racconta alla rivista Networkworld, Nathaniel Borenstein, che all'epoca lavorava al Carnegie Mellon University IT Center - mi ricordo che vennero dei rappresentanti a mostrarci questo sistema ingenuo e patetico ma noi nel nostro laboratorio ne avevamo sviluppato uno molto migliore da soli''.
Il lancio di Windows 1.0, che costava 99 dollari, richiedeva appena 256 kb di memoria e non prevedeva ancora l'uso del mouse, avvenne ufficialmente il il 20 novembre 1985 e fu accolto tepidamente anche perche' il sistema, che era stato annunciato nel 1983, era gia' superato dal Macintosh, che permetteva per esempio la sovrapposizione delle finestre.
A promuovere il sistema fu lo stesso Steve Ballmer, l'attuale presidente di Microsoft, con uno spot in cui imitava un venditore di auto usate. I numerosi difetti del sistema operativo fecero nascere dopo pochi mesi la versione 1.01, nel maggio del 1986, mentre Windows 2.0 (Windows/286) nasce nel novembre 1987, anche se il primo sistema operativo viene supportato da Microsoft fino al 31 dicembre 2001.
Bisognera' pero' arrivare a Windows 3.0, nel 1990, per superare il milione di licenze vendute e dare l'avvio al predominio che dura ancora oggi, quando 9 computer su 10 nel mondo hanno un sistema operativo uscito dalla casa di Redmond.
''La cosa interessante pensandoci adesso e' che a quel tempo ne abbiamo riso - racconta alla rivista Networkworld, Nathaniel Borenstein, che all'epoca lavorava al Carnegie Mellon University IT Center - mi ricordo che vennero dei rappresentanti a mostrarci questo sistema ingenuo e patetico ma noi nel nostro laboratorio ne avevamo sviluppato uno molto migliore da soli''.
Il lancio di Windows 1.0, che costava 99 dollari, richiedeva appena 256 kb di memoria e non prevedeva ancora l'uso del mouse, avvenne ufficialmente il il 20 novembre 1985 e fu accolto tepidamente anche perche' il sistema, che era stato annunciato nel 1983, era gia' superato dal Macintosh, che permetteva per esempio la sovrapposizione delle finestre.
A promuovere il sistema fu lo stesso Steve Ballmer, l'attuale presidente di Microsoft, con uno spot in cui imitava un venditore di auto usate. I numerosi difetti del sistema operativo fecero nascere dopo pochi mesi la versione 1.01, nel maggio del 1986, mentre Windows 2.0 (Windows/286) nasce nel novembre 1987, anche se il primo sistema operativo viene supportato da Microsoft fino al 31 dicembre 2001.
Bisognera' pero' arrivare a Windows 3.0, nel 1990, per superare il milione di licenze vendute e dare l'avvio al predominio che dura ancora oggi, quando 9 computer su 10 nel mondo hanno un sistema operativo uscito dalla casa di Redmond.
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venerdì 15 ottobre 2010
Firefox e il trojan ruba-password
La società di sicurezza Webroot ha individuato un nuovo malware ruba-password, un trojan che predilige rovistare tra i dati di accesso dei browser web e in particolare prede di mira Mozilla Firefox. Il trojan, identificato da Webroot come "Trojan-PWS-Nslog", sembra essere derivato da un "toolkit" di un criminale iraniano non abbastanza sveglio da non aggiungere le proprie informazioni sensibili all'interno del codice.
Scopo ultimo del trojan Nslog è rubare password e credenziali di accesso presenti nell'apposito spazio di storage Internet Explorer, nel registro di configurazione di Windows e nei dati di Firefox. Per quanto riguarda quest'ultimo, il trojan si prende anche la briga di modificare il codice del file di configurazione nsLoginManagerPrompter.js, con il risultato che il browser Mozilla non chiederà più alcuna autorizzazione all'atto del salvataggio della password di accesso a un sito web.
La configurazione di default del panda rosso prevede che l'utente autorizzi la registrazione delle credenziali di login ogni volta che si presenta l'evenienza, spiegano gli analisti di Webroot, ma la modifica apportata da Nslog fa sì che il browser prenda a salvare tutti i dati in locale senza porre alcun quesito all'utente.
Il payload del malware è completato dalla creazione di un nuovo utente sul sistema chiamato "Maestro", e infine dal tentativo di inviare le informazioni sottratte a un server remoto una volta ogni minuto. Quel server remoto è già stato buttato giù, rivela Webroot, e a rendere le cose più interessanti ci ha pensato lo stesso autore del malware con una dimostrazione disarmante di dabbenaggine. Il creatore di Nslog è stato infatti così incauto da integrare il proprio nome personale e la propria email all'interno del codice, e partendo da questi dati gli analisti di Webroot hanno facilmente individuato un profilo Facebook scoprendo che il cracker aveva sviluppato un toolkit crea-keylogger gratuito progettato per infettare il sistema operativo Windows.
Come debellare il malware? Webroot sostiene di essere facilmente in grado di individuare il trojan e ripulire il PC infetto, mentre per quanto riguarda la configurazione di Firefox l'unica alternativa è la reinstallazione del browser e la conseguente sovrascrittura del file nsLoginManagerPrompter.js modificato.
fonte punto-informatico.it
Scopo ultimo del trojan Nslog è rubare password e credenziali di accesso presenti nell'apposito spazio di storage Internet Explorer, nel registro di configurazione di Windows e nei dati di Firefox. Per quanto riguarda quest'ultimo, il trojan si prende anche la briga di modificare il codice del file di configurazione nsLoginManagerPrompter.js, con il risultato che il browser Mozilla non chiederà più alcuna autorizzazione all'atto del salvataggio della password di accesso a un sito web.
La configurazione di default del panda rosso prevede che l'utente autorizzi la registrazione delle credenziali di login ogni volta che si presenta l'evenienza, spiegano gli analisti di Webroot, ma la modifica apportata da Nslog fa sì che il browser prenda a salvare tutti i dati in locale senza porre alcun quesito all'utente.
Il payload del malware è completato dalla creazione di un nuovo utente sul sistema chiamato "Maestro", e infine dal tentativo di inviare le informazioni sottratte a un server remoto una volta ogni minuto. Quel server remoto è già stato buttato giù, rivela Webroot, e a rendere le cose più interessanti ci ha pensato lo stesso autore del malware con una dimostrazione disarmante di dabbenaggine. Il creatore di Nslog è stato infatti così incauto da integrare il proprio nome personale e la propria email all'interno del codice, e partendo da questi dati gli analisti di Webroot hanno facilmente individuato un profilo Facebook scoprendo che il cracker aveva sviluppato un toolkit crea-keylogger gratuito progettato per infettare il sistema operativo Windows.
Come debellare il malware? Webroot sostiene di essere facilmente in grado di individuare il trojan e ripulire il PC infetto, mentre per quanto riguarda la configurazione di Firefox l'unica alternativa è la reinstallazione del browser e la conseguente sovrascrittura del file nsLoginManagerPrompter.js modificato.
fonte punto-informatico.it
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sabato 18 settembre 2010
Logistep, fine dei giochi. In Svizzera
La nota società specializzata nel rastrellamento degli indirizzi IP appartenenti agli utenti del file sharing è stata messa fuorilegge nella sua stessa patria. Ricominceremo a raccogliere IP altrove, dice il suo presidente
Il Tribunale Federale svizzero ha stabilito l'illegalità della pratica di raccolta indirizzi IP da parte di Logistep AG, la ben nota società specializzata da anni presente nelle cronache sulla guerra tra i detentori del copyright e gli utenti del file sharing. Fine di un'epoca o ennesima tappa di un conflitto ancora lungo? Logistep fa spallucce e annuncia l'espatrio mentre qualche avvocato fa il doppio gioco e pensa alla difesa della privacy. Ma dalla parte sbagliata.
In Italia l'attività di Logistep è nota soprattutto per il celeberrimo caso Peppermint, il rastrellamento di IP del Belpaese su mandato dell'etichetta discografica tedesca e il successivo invio di migliaia di missive dal sapore estorsivo ad altrettanti condivisori. Peppermint è stato fulminato dal pronunciamento del Garante della Privacy e in seguito anche la Corte Costituzionale tedesca si è pronunciata stabilendo l'illegittimità della raccolta di informazioni personali - gli indirizzi IP - con le metodologie applicate da Logistep.
Nella penultima puntata della vicenda Logistep, un tribunale svizzero aveva stabilito che il rastrellamento di IP era un'attività legale ma ora la massima autorità giuridica del paese (il Tribunale Federale appunto) ha ribaltato il giudizio precedente: gli indirizzi Internet sono considerabili alla stregua di dati personali e non possono quindi essere raccolti in maniera indebita, senza autorizzazione da parte degli utenti o dell'autorità giudiziaria.
fonte punto-informatica.it
Il Tribunale Federale svizzero ha stabilito l'illegalità della pratica di raccolta indirizzi IP da parte di Logistep AG, la ben nota società specializzata da anni presente nelle cronache sulla guerra tra i detentori del copyright e gli utenti del file sharing. Fine di un'epoca o ennesima tappa di un conflitto ancora lungo? Logistep fa spallucce e annuncia l'espatrio mentre qualche avvocato fa il doppio gioco e pensa alla difesa della privacy. Ma dalla parte sbagliata.
In Italia l'attività di Logistep è nota soprattutto per il celeberrimo caso Peppermint, il rastrellamento di IP del Belpaese su mandato dell'etichetta discografica tedesca e il successivo invio di migliaia di missive dal sapore estorsivo ad altrettanti condivisori. Peppermint è stato fulminato dal pronunciamento del Garante della Privacy e in seguito anche la Corte Costituzionale tedesca si è pronunciata stabilendo l'illegittimità della raccolta di informazioni personali - gli indirizzi IP - con le metodologie applicate da Logistep.
Nella penultima puntata della vicenda Logistep, un tribunale svizzero aveva stabilito che il rastrellamento di IP era un'attività legale ma ora la massima autorità giuridica del paese (il Tribunale Federale appunto) ha ribaltato il giudizio precedente: gli indirizzi Internet sono considerabili alla stregua di dati personali e non possono quindi essere raccolti in maniera indebita, senza autorizzazione da parte degli utenti o dell'autorità giudiziaria.
fonte punto-informatica.it
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venerdì 21 maggio 2010
Come ti cracko l'automobile.....
Per la serie se vi sembra che la vostra auto sia posseduta non vi preoccupate vi hanno solo crackato l'auto.
Internet, si sa, può essere un posto molto pericoloso con malware, cyber-criminali e truffe in attesa dietro l'angolo di un qualsiasi sito web. Ma il pericolo digitale della navigazione si trasforma in un vero e proprio rischio per la vita se l'utente è alla guida di un auto ripiena di circuiti integrati e sistemi informatici aggiornabili.
Solleva la delicata questione un team composto da esperti della University of Washington e della University of California, San Diego autore dello studio Experimental Security Analysis of a Modern Automobile. Nel loro lavoro, i ricercatori hanno messo mani, portatile e cavi di collegamento sulla porta di diagnostica standard On-Board Diagnostics (OBD-II) obbligatoria per tutti i veicoli in circolazione negli States.
Lo studio si è concentrato su due modelli di automobili scelti come "rappresentativi dei sistemi di controllo basati sui network computerizzati che hanno proliferato in molte delle auto di oggi". I ricercatori hanno scoperto che è possibile "hackerare" l'auto da remoto istruendo il computer di bordo per fargli compiere ogni genere di follia, dalla frenata forzata allo spegnimento del motore, sino alla disabilitazione completa dei freni.
fonte punto-informatica.it
Internet, si sa, può essere un posto molto pericoloso con malware, cyber-criminali e truffe in attesa dietro l'angolo di un qualsiasi sito web. Ma il pericolo digitale della navigazione si trasforma in un vero e proprio rischio per la vita se l'utente è alla guida di un auto ripiena di circuiti integrati e sistemi informatici aggiornabili.
Solleva la delicata questione un team composto da esperti della University of Washington e della University of California, San Diego autore dello studio Experimental Security Analysis of a Modern Automobile. Nel loro lavoro, i ricercatori hanno messo mani, portatile e cavi di collegamento sulla porta di diagnostica standard On-Board Diagnostics (OBD-II) obbligatoria per tutti i veicoli in circolazione negli States.
Lo studio si è concentrato su due modelli di automobili scelti come "rappresentativi dei sistemi di controllo basati sui network computerizzati che hanno proliferato in molte delle auto di oggi". I ricercatori hanno scoperto che è possibile "hackerare" l'auto da remoto istruendo il computer di bordo per fargli compiere ogni genere di follia, dalla frenata forzata allo spegnimento del motore, sino alla disabilitazione completa dei freni.
fonte punto-informatica.it
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Facebook, arriva il 'cerca segreti' su web
Basta digitare una o più parole ed ecco apparire i post inviati negli ultimi giorni che le contengono. Messaggi nati nel social network, ma che ora circolano liberamente sul web. A differenza del motore di ricerca interno di Facebook, lo strumento scova le informazioni rese pubbliche dalla società di Mark Zuckerberg e compagni attraverso le applicazioni lanciate il 21 aprile, che aprono la comunità al resto del web e che hanno scatenato una valanga di critiche. "Il nostro sito è solo una parodia, ma lo scopo è serio - scrivono i programmatori di Openbook - Vogliamo che Facebook faccia tornare private le informazioni di cui dispone, per far sì che questo sito e altri come questo non funzionino più". L'elenco delle ultime ricerche compiute dimostra che la caccia alle informazioni più intime e personali è cominciata.
Spesso le rivelazioni sembrano scritte apposta per essere divulgate al massimo, oltre volte l'impressione è che gli utenti non siano perfettamente consapevoli del destino finale delle conversazioni in rete e gestiscano le proprie comunicazioni in modo non molto diverso rispetto alle e-mail. "Il punto - scrivono i creatori di Openbook - è che Facebook non esplicita con chiarezza quali informazioni diventeranno pubbliche". Districarsi tra le norme della privacy di Facebook non è affatto semplice, tanto che recentemente il New York Times ha calcolato che l'informativa del colosso Internet contiene 5.830 parole, 1.287 in più della Costituzione americana e che per rendere i propri dati almeno parzialmente privati occorre cliccare su 50 impostazioni e 170 opzioni. L'Electronic Frontier Foundation ha pubblicato invece un prospetto che mostra come dal 2005 ad oggi sia peggiorata la politica della privacy di Facebook.
Gli attacchi a Zuckerberg, 26 anni appena compiuti, ormai si moltiplicano. Il Business Insider, ad esempio, pubblica una conversazione tra il fondatore di Facebook ed un amico che dimostrerebbe la sua totale indifferenza nei confronti della privacy. Lo stesso blog a marzo accusò Zuckerberg di aver rubato le idee e i codici di un progetto universitario molto simile, HarvardConnection, diventato ConnectU, per il suo tornaconto. Sono diversi ormai i siti che consigliano di cancellare il proprio profilo sul social network. Uno di questi ha indetto il Quit Facebook Day, invitando a staccare la spina il 31 maggio, ma al momento non pare aver riscosso grande successo.
La stragrande maggioranza dei 400 milioni di utenti sembrano non avere nessuna intenzione di lasciare la community a dispetto dei dubbi sollevati. Un capitale che fa gola a molti e che quattro ragazzi americani promettono di intaccare. In pochi giorni sono riusciti a raccogliere una certa notorietà e fondi sufficienti a lanciare il progetto Diaspora: un social network, che nascerà a settembre e che si propone come l'anti-Facebook proprio perché garantirà agli utenti pieno controllo sui propri dati personali.
fonte ansa.it
Spesso le rivelazioni sembrano scritte apposta per essere divulgate al massimo, oltre volte l'impressione è che gli utenti non siano perfettamente consapevoli del destino finale delle conversazioni in rete e gestiscano le proprie comunicazioni in modo non molto diverso rispetto alle e-mail. "Il punto - scrivono i creatori di Openbook - è che Facebook non esplicita con chiarezza quali informazioni diventeranno pubbliche". Districarsi tra le norme della privacy di Facebook non è affatto semplice, tanto che recentemente il New York Times ha calcolato che l'informativa del colosso Internet contiene 5.830 parole, 1.287 in più della Costituzione americana e che per rendere i propri dati almeno parzialmente privati occorre cliccare su 50 impostazioni e 170 opzioni. L'Electronic Frontier Foundation ha pubblicato invece un prospetto che mostra come dal 2005 ad oggi sia peggiorata la politica della privacy di Facebook.
Gli attacchi a Zuckerberg, 26 anni appena compiuti, ormai si moltiplicano. Il Business Insider, ad esempio, pubblica una conversazione tra il fondatore di Facebook ed un amico che dimostrerebbe la sua totale indifferenza nei confronti della privacy. Lo stesso blog a marzo accusò Zuckerberg di aver rubato le idee e i codici di un progetto universitario molto simile, HarvardConnection, diventato ConnectU, per il suo tornaconto. Sono diversi ormai i siti che consigliano di cancellare il proprio profilo sul social network. Uno di questi ha indetto il Quit Facebook Day, invitando a staccare la spina il 31 maggio, ma al momento non pare aver riscosso grande successo.
La stragrande maggioranza dei 400 milioni di utenti sembrano non avere nessuna intenzione di lasciare la community a dispetto dei dubbi sollevati. Un capitale che fa gola a molti e che quattro ragazzi americani promettono di intaccare. In pochi giorni sono riusciti a raccogliere una certa notorietà e fondi sufficienti a lanciare il progetto Diaspora: un social network, che nascerà a settembre e che si propone come l'anti-Facebook proprio perché garantirà agli utenti pieno controllo sui propri dati personali.
fonte ansa.it
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lunedì 26 aprile 2010
Italia, affondato Linkstreaming
Roma - Si chiama "Little Angel" e
viene descritta come un'operazione tesa a colpire "la più vasta rete di
diffusione e messa in condivisione in rete di film ed opere
cinematografiche in violazione alle norme sul copyright". Frutto della
collaborazione tra Fiamme Gialle, Federazione contro la Pirateria
Musicale (FPM) e la Federazione anti Pirateria Audiovisiva
(FAPAV), Little Angel ha portato a perquisizioni in tre diverse regioni
italiane e al sequestro di Linkstreaming.com, sito ospitato su
server svedesi ma italianissimo nella gestione e nelle finalità di
fruizione dei contenuti ivi presenti.
Nel comunicato ufficiale
fatto pervenire a Punto Informatico, il Comando Provinciale di Cagliari
della Guardia di Finanza fa sapere che il sequestro di Linkstreaming.com
è il frutto ultimo di indagini condotte sin da febbraio 2010 sotto la
coordinazione del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il
Tribunale di Cagliari Giangiacomo Pilia. Indagati i 6 amministratori del
sito per "aver divulgato al pubblico attraverso internet opere
dell'ingegno protette dal diritto d'autore", un reato che se confermato
comporterebbe la galera da 1 a 4 anni e multe tra i 2.500 e i 16mila
euro.
Le Fiamme Gialle di Cagliari hanno agito di
concerto con FAPAV, FPM e altri Nuclei della polizia tributaria
sparsi in varie parti della penisola (Roma, Torino, Reggio Calabria e
Gioia Tauro), e gli investigatori sono ora impegnati a "quantificare il
giro d'affari ed i guadagni illegalmente conseguiti dai gestori del sito
attraverso la fitta pubblicità ospitata sui propri frequentatissimi
spazi web, ambiti dagli operatori commerciali per la spiccata visibilità
che il sito assicurava ai loro prodotti e servizi nei confronti del
grande pubblico della rete".
Secondo la GdF Linkstreaming era infatti "al primo posto nel panorama
nazionale per numero di visitatori", offriva ai netizen italiani la
possibilità di fruire di film e serie televisive recenti in streaming o
di scaricare i contenuti con download diretto sui servizi di file
hosting più popolari e poteva vantare un gruppo su Facebook con oltre 16mila iscritti. La
decisione del Tribunale di Cagliari ha imposto ai provider
italiani l'obbligo di filtrare l'accesso al sito sul territorio
nazionale, nella stessa maniera in cui la Procura di Bergamo
aveva già provveduto a inibire l'accesso a The Pirate Bay prima e al servizio di proxy labaia.net poi.
E proprio
al caso The Pirate Bay e al pronunciamento della Corte
di Cassazione - si richiama la Federazione dell'Industria Musicale
Italiana (FIMI) nell'esprimere la propria soddisfazione in merito
al sequestro, un sequestro che stabilisce che "chi favorisce la
diffusione di contenuti, anche solo come link, è perseguibile" e "impone
il blocco dei server esteri agli ISP italiani". "Mi auguro - ha commentato il presidente di FIMI Enzo Mazza - che
altri siti ancora attivi sul fronte della distribuzione di contenuti
illeciti in Italia o con server all'estero, decidano ora di cessare
l'attività spontaneamente senza rischiare denunce e sequestri".
Ma
se Guardia di Finanza e associazioni anti-pirateria parlano di
sequestro e inibizione dell'accesso al sito, sembra esserci dell'altro.
Diversamente da The Pirate Bay, infatti, Linkstreaming.com risulta
irraggiungibile anche via proxy, mentre sul gruppo Facebook qualcuno
suggerisce l'idea che l'errore principale degli admin sia stato quello
di dare spazio all'advertising di siti di gioco d'azzardo non
autorizzati dall'AAMS dando così motivo alla Finanza di agire
in maniera tempestiva.
Che l'azione della Polizia tributaria
abbia spaventato gli admin di Linkstreaming al punto da far decidere
loro di chiudere tutto subito dopo le perquisizioni? Il sito non sembra
essere frutto di una sofisticata mente del crimine organizzato o di un
gruppo altamente specializzato e motivato pienamente consapevole delle
proprie azioni: il Disclaimer del servizio accessibile ora
grazie alla cache di Google, ricalcato su quello di altri siti
che sembrano formare un piccolo network, prova maldestramente ad
affermare la non responsabilità dei gestori (italiani) citando la
legislazione vigente negli USA.
fonte punto-informatica.it
viene descritta come un'operazione tesa a colpire "la più vasta rete di
diffusione e messa in condivisione in rete di film ed opere
cinematografiche in violazione alle norme sul copyright". Frutto della
collaborazione tra Fiamme Gialle, Federazione contro la Pirateria
Musicale (FPM) e la Federazione anti Pirateria Audiovisiva
(FAPAV), Little Angel ha portato a perquisizioni in tre diverse regioni
italiane e al sequestro di Linkstreaming.com, sito ospitato su
server svedesi ma italianissimo nella gestione e nelle finalità di
fruizione dei contenuti ivi presenti.
Nel comunicato ufficiale
fatto pervenire a Punto Informatico, il Comando Provinciale di Cagliari
della Guardia di Finanza fa sapere che il sequestro di Linkstreaming.com
è il frutto ultimo di indagini condotte sin da febbraio 2010 sotto la
coordinazione del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il
Tribunale di Cagliari Giangiacomo Pilia. Indagati i 6 amministratori del
sito per "aver divulgato al pubblico attraverso internet opere
dell'ingegno protette dal diritto d'autore", un reato che se confermato
comporterebbe la galera da 1 a 4 anni e multe tra i 2.500 e i 16mila
euro.
Le Fiamme Gialle di Cagliari hanno agito di
concerto con FAPAV, FPM e altri Nuclei della polizia tributaria
sparsi in varie parti della penisola (Roma, Torino, Reggio Calabria e
Gioia Tauro), e gli investigatori sono ora impegnati a "quantificare il
giro d'affari ed i guadagni illegalmente conseguiti dai gestori del sito
attraverso la fitta pubblicità ospitata sui propri frequentatissimi
spazi web, ambiti dagli operatori commerciali per la spiccata visibilità
che il sito assicurava ai loro prodotti e servizi nei confronti del
grande pubblico della rete".
Secondo la GdF Linkstreaming era infatti "al primo posto nel panorama
nazionale per numero di visitatori", offriva ai netizen italiani la
possibilità di fruire di film e serie televisive recenti in streaming o
di scaricare i contenuti con download diretto sui servizi di file
hosting più popolari e poteva vantare un gruppo su Facebook con oltre 16mila iscritti. La
decisione del Tribunale di Cagliari ha imposto ai provider
italiani l'obbligo di filtrare l'accesso al sito sul territorio
nazionale, nella stessa maniera in cui la Procura di Bergamo
aveva già provveduto a inibire l'accesso a The Pirate Bay prima e al servizio di proxy labaia.net poi.
E proprio
al caso The Pirate Bay e al pronunciamento della Corte
di Cassazione - si richiama la Federazione dell'Industria Musicale
Italiana (FIMI) nell'esprimere la propria soddisfazione in merito
al sequestro, un sequestro che stabilisce che "chi favorisce la
diffusione di contenuti, anche solo come link, è perseguibile" e "impone
il blocco dei server esteri agli ISP italiani". "Mi auguro - ha commentato il presidente di FIMI Enzo Mazza - che
altri siti ancora attivi sul fronte della distribuzione di contenuti
illeciti in Italia o con server all'estero, decidano ora di cessare
l'attività spontaneamente senza rischiare denunce e sequestri".
Ma
se Guardia di Finanza e associazioni anti-pirateria parlano di
sequestro e inibizione dell'accesso al sito, sembra esserci dell'altro.
Diversamente da The Pirate Bay, infatti, Linkstreaming.com risulta
irraggiungibile anche via proxy, mentre sul gruppo Facebook qualcuno
suggerisce l'idea che l'errore principale degli admin sia stato quello
di dare spazio all'advertising di siti di gioco d'azzardo non
autorizzati dall'AAMS dando così motivo alla Finanza di agire
in maniera tempestiva.
Che l'azione della Polizia tributaria
abbia spaventato gli admin di Linkstreaming al punto da far decidere
loro di chiudere tutto subito dopo le perquisizioni? Il sito non sembra
essere frutto di una sofisticata mente del crimine organizzato o di un
gruppo altamente specializzato e motivato pienamente consapevole delle
proprie azioni: il Disclaimer del servizio accessibile ora
grazie alla cache di Google, ricalcato su quello di altri siti
che sembrano formare un piccolo network, prova maldestramente ad
affermare la non responsabilità dei gestori (italiani) citando la
legislazione vigente negli USA.
fonte punto-informatica.it
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mercoledì 21 aprile 2010
Occhio alle false estensioni Chrome
Occhio alle false estensioni Chrome
BitDefender
ha messo in guardia gli utenti da una email truffaldina che promuove il
download di alcune estensioni per Google Chrome. In realtà si tratta di
un file eseguibile che inocula nel sistema un cavallo di Troia
ha messo in guardia gli utenti da una email truffaldina che promuove il
download di alcune estensioni per Google Chrome. In realtà si tratta di
un file eseguibile che inocula nel sistema un cavallo di Troia
Roma - La crescente
popolarità di Google Chrome ha cominciato a destare l'interesse dei
virus writer, soprattutto ora che anche il browser di BigG supporta
ufficialmente le estensioni. BitDefender ha portato all'attenzione del
pubblico un malware che tenta di farsi passare per un'estensione di
Chrome.
"La dinamica è semplice: gli utenti di Google Chrome
ricevono una email non richiesta che annuncia una nuova estensione per
il loro browser preferito sviluppata al fine di facilitare l'accesso ai
documenti allegati alle email" spiega la nota società di software per la
sicurezza in questo post.
Il messaggio contiene un link
che, se cliccato, reindirizza l'utente verso una pagina simile a quella
del portale Google Chrome Extensions che elenca i nomi di varie
estensioni: cliccando su una qualunque di queste si scarica un file
eseguibile. A questo punto gli utenti più accorti dovrebbero accorgersi
dell'inganno: il falso add-on porta l'estensione ".exe" anziché quella
".crx" che contraddistingue le estensioni per Chrome. Inutile dire che,
se eseguito, il trojan nascosto all'interno del file maligno provvede ad
infettare il sistema.
Identificato
da BitDefender come Agent.20577, il cavallo di Troia modifica
il file hosts di Windows in modo da bloccare l'accesso alle
pagine web di Google e Yahoo. "Ogni volta che l'utente cerca di
accedervi digitando google.xxx o
xx.search.yahoo.com nel browser,
sarà reindirizzato ad un altro indirizzo IP" spiega BitDefender. Questo
permette ai creatori del malware di inoltrare gli utenti verso siti
all'apparenza molto simili ai portali di Google e Yahoo ma pieni zeppi
di malware.
fonte puntoinformatica.it
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mercoledì 31 marzo 2010
Il ritorno del Commodore64
L'home computer più venduto al mondo torna, rinnovato nell'hardware ma
con un design simile a quello di quasi trent'anni fa.
Il Commodore 64 è tornato: non sotto forma di un netbook e nemmeno emulato su una Wii, ma presentandosi con un aspetto che volutamente richiamo quello dell'home computer più venduto al mondo.
La società americana Commodore Usa ha ottenuto in licenza il nome e ha creato un Pc basato su processore Intel Core 2 (Duo o Quad), scheda grafica Intel GMA 3100, hard disk da 2,5 pollici e masterizzatore Dvd, oltre a un touchpad.
Il motto con cui il nuovo Commodore si presenta è "We were in love then. Let's fall in love again" - ossia "Allora eravamo innamorati. Innamoriamoci di nuovo" - che fa leva sull'effetto nostalgia dello storico marchio.
con un design simile a quello di quasi trent'anni fa.
Il Commodore 64 è tornato: non sotto forma di un netbook e nemmeno emulato su una Wii, ma presentandosi con un aspetto che volutamente richiamo quello dell'home computer più venduto al mondo.
La società americana Commodore Usa ha ottenuto in licenza il nome e ha creato un Pc basato su processore Intel Core 2 (Duo o Quad), scheda grafica Intel GMA 3100, hard disk da 2,5 pollici e masterizzatore Dvd, oltre a un touchpad.
Il motto con cui il nuovo Commodore si presenta è "We were in love then. Let's fall in love again" - ossia "Allora eravamo innamorati. Innamoriamoci di nuovo" - che fa leva sull'effetto nostalgia dello storico marchio.
Il Commodore 64 originale
Sul sito è possibile configurare in autonomia alcune caratteristiche del
Pc, che tra i sistemi operativi elenca Windows 7, Ubuntu Linux e
persino Mac OS X; menzione particolare per Amiga OS, disponibile
solo come sistema emulato.
Per il momento i prezzi non sono ancora noti: il lancio ufficiale
del negozio online è fissato per il prossimo primo di giugno.
Pc, che tra i sistemi operativi elenca Windows 7, Ubuntu Linux e
persino Mac OS X; menzione particolare per Amiga OS, disponibile
solo come sistema emulato.
Per il momento i prezzi non sono ancora noti: il lancio ufficiale
del negozio online è fissato per il prossimo primo di giugno.
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