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giovedì 2 maggio 2013

il mistero di quegli incendi di canneto

Un mistero che da quasi dieci anni affascina scienziati, ma anche amanti degli alieni, stregoni e quant'altro. Era l'inizio del 2004 quando a Canneto, piccola frazione di Caronia in provincia di Messina, vi furono episodi di autocombustione. Oggetti che prendevano fuoco senza apparente motivazione, dal nulla. E, subito, l'immaginario collettivo ha iniziato a parlare di fantasmi, di ufo avvistati in zona.
A dare credito alle teorie extraterrestri si sono aggiunti presunti avvistamenti di “piccoli ominidi” che camminavano per la campagna, rumori fortissimi “simili ai motori a reazione dei jet” senza che vi fossero aerei in zona, le classiche sfere di luce in cielo , tipiche degli avvistamenti alieni in tutto il mondo. Avvistamenti che, però, non hanno mai avuto conferme, visto che casualmente nessuno è mai riuscito a fotografare o riprendere questi eventi e, ancora più “strano”, questi eventi non si sono mai manifestati nei mesi in cui la Protezione civile ha monitorato continuamente la zona.Così Canneto di Caronia  è diventata meta turistica di presunti ghostbuster o di alienologi, che per mesi hanno studiato gli incendi spontanei cercando prove certe di presenze extraterrene o extraterrestri. Con loro a Canneto si sono presentati anche gli scienziati e la protezione civile. Tra il 2005 e il 2008 si è studiato il fenomeno ,che si è ripetuto più volte nel corso degli anni ,che, però, non ha portato a conclusioni definitive.Le ricerche, infatti, si sono interrotte nel 2008 per mancanza di fondi. Al momento dello stop alle macchine tutto ciò che la scienza ha potuto fare è stato escludere fattori extraterrestri.Gli scienziati puntano sulla causa naturale, ma non sono riusciti a spiegarne l'origine e il motivo, anche se avrebbero riscontrato campi elettromagnetici con forza ben superiore alla media normale, o ,in alternativa ,su una mano umana dietro al mistero di Canneto.

sabato 25 giugno 2011

Gli UFO di Roswell? Una congiura Sovietico-Nazista per spaventare gli americani

Sul presunto “incidente di Roswell”, che avrebbe visto un UFO precipitare nella cosiddetta “Area 51” si sono formate teorie di ogni genere: dai palloni aerostatici, ai velivoli sperimentali, ai “veri” alieni.
Il libro “Area 51: An Uncensored History of America’s Top Secret Military Base” propone una nuova, curiosa teoria, che spiega l’incidente come un complotto sovietico effettuato con il supporto di scienziati dell’ex regime nazista.
Secondo l’autrice, la giornalista Annie Jacobsen, Stalin avrebbe “assunto” lo scienziato Josef Mengele per alterare chirurgicamente dei soggetti deformi, che sarebbero stati caricati poi su un velivolo sperimentale e fatto schiantare in Nevada.
Lo scopo sarebbe stato quello di cercare di creare panico e isterismo collettivo nella popolazione americana, convinta di trovarsi di fronte a veri alieni, allo scopo di rendere gli USA più deboli in caso di un attacco, oppure di ridicolizzarli per avere creduto all’inganno.
L’idea però non avrebbe dato i risultati sperati, a causa della segretezza tenuta dal governo sull’accaduto, specialmente nei primi anni, finendo per essere solo lo spunto per molti libri, film e telefilm sull’Area 51…

Post completo: http://notizie.delmondo.info/#ixzz1QHAbEH56

martedì 7 dicembre 2010

La Nasa scopre un batterio "alieno": vive utilizzando l'arsenico al posto del fosforo

L'alieno esiste ed è già fra di noi: per essere precisi, sul fondo di un lago californiano dove i ricercatori della Nasa hanno scoperto un batterio con un metabolismo basato sull'arsenico. In realtà, il termine "alieno" va preso con le molle: è uno dei tanti batteri "estremofili", in grado cioè di sopravvivere in condizioni che - per gli esseri umani e la maggior parte degli organismi terrestri - sarebbero inospitali quando non fatali. Tuttavia, si tratta del primo caso in cui l'arsenico viene preso come componente fondamentale per lo sviluppo di un organismo: fino ad oggi la vita era sempre risultata dipendere da altri elementi quali carbonio, idrogeno, azoto, ossigeno, zolfo e fosforo, elemento quest'ultimo affine come caratteristiche chimiche all'arsenico.
La ricerca sul lago Mono - Proprio la possibilità di un intercambio tra fosforo e arsenico (che negli esseri umani funziona solo imperfettamente, di qui l'effetto tossico) aveva dato luogo al progetto di ricerca, incentrato sul lago Mono, che presenta concentrazioni elevate di sali e di arsenico. Il prelievo di un campione di sedimenti, immerso in una soluzione di arsenico e (poco) fosforo, ha prodotto un solo sopravvissuto, un batterio battezzato come Gfaj-1; si tratta in realtà di un microrganismo già noto, ma che fino ad ora non aveva mai dimostrato di poter sopravvivere anche in un ambiente a priori ostile.
Flamini (Asi): "Una scoperta che apre nuovi territori" - Si aprono nuovi orizzonti nei quali andare a cercare forme di vita al di fuori della Terra: per il coordinatore scientifico dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Enrico Flamini, è destinata a cambiare le missioni spaziali "a caccia di ET", la scoperta del batterio che si nutre di arsenico, pubblicata su Science e che la Nasa si prepara ad annunciare questa sera in una conferenza stampa. "E' una scoperta che apre nuovi territori, che si stavano escludendo perché non rispondevano ai nostri canoni di vita - osserva l'esperto - e che indubbiamente apre nuovi orizzonti e nuove possibilità".
"Un batterio completamente diverso da quelli che conosciamo" - Il batterio descritto dagli astrobiologi della Nasa, prosegue Flamini, è qualcosa di completamente diverso rispetto ai batteri che vivono in condizioni estreme, per esempio in prossimità dei vulcani sottomarini. "I batteri che vivono di arsenico sono tutt'altra cosa - osserva - e dopo questa scoperta siamo più aperti anche ad esplorare nicchie nelle quali si potrebbero trovare forme di vita diverse da quelle che potremmo immaginare". Un cambiamento di prospettiva che, secondo Flamini, non mancherà di avere ripercussioni anche sulle future missioni spaziali dirette ad altri pianeti e soprattutto sulle caratteristiche degli strumenti con i quali sono equipaggiate. "Finora abbiamo progettato strumenti capaci di individuare forme di vita simili a quelle che conosciamo, ma questa nuova scoperta impone lo sviluppo di una nuova generazione di strumenti capace di ampliare lo spettro delle ricerche".
L'impegno di Europa e Italia - L'Europa e Italia sono in buona posizione nell'esplorazione spaziale volta alla ricerca di forme di vita esterne alla Terra, dice ancora Flamini. Per esempio, la sonda Rosetta che nel 2014 raggiungerà la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko ha il lander Philae equipaggiato con un laboratorio in miniatura specializzato nella ricerca di catene molecolari. La missione dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) ExoMars nel 2016 osserverà Marte con uno strumento specializzato nell'analisi del metano e della sua origine e nel 2018 porterà sulla superficie del pianeta rosso il rover anglo-italiano chiamato Life Marker Chip, che scaverà il suolo alla ricerca di vita
fonte tiscali.it