Visualizzazione post con etichetta tradizioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tradizioni. Mostra tutti i post

martedì 29 gennaio 2013

I giorni della merla

Il 29, 30 e 31 Gennaio sono tradizonalmente riconosciuti come i giorni della merla e vengono rappresentati come il culmine dell’inverno e giorni più freddi dell’anno.Il suo nome deriva da una favola delle tradizioni contadine .
C’era una volta una merla bianca che aspettava i suoi piccoli. E covava le uova quando era pieno autunno. Alla fine di gennaio il freddo però si fece insopportabile e la merla bianca che non sapeva come difendere le sue uova e si rifugiò in un comignolo fumante. Il fuoco della casa li avrebbe senz’altro salvati dal rigore di quell’inverno così freddo. Dopo tre giorni la merla bianca si accorse che fuori era tornato il sole e che forse poteva uscire dal comignolo e tornare a vivere all’aria aperta. La merla bianca uscì dal comignolo lasciando le uova e planò su una pozzangherà che si stava sghiacciando e quando si piegò per bere l’acqua vide la sua imagine riflessa. Era diventata tutta nera. Il fumo nero e la fuliggine l’avevano trasformata in una merla nera. Tornò alle uova che quando si schiusero fecero spuntare dei piccoli merli neri. Da allora tutti i merli nacquero neri


lunedì 13 dicembre 2010

I più strani e singolari riti natalizi in giro per il globo

Norvegia: scope nascoste!
Una leggenda norvegese narra che nella notte di Natale, oltre a Santa Claus arriva anche un gran numero di spiriti maligni e streghe. Per questo motivo nelle abitazioni norvegesi durante quella notte vengono nascoste tutte le scope, per evitare che vengano rubate da queste presenze maligne. Molti escono anche sull'uscio di casa e sparano a vuoto un colpo d'arma da fuoco proprio per tenere lontane le oscire presenze.
Catalogna: Caganer
In molte culture, è usanza comune del periodo natalizio fare in casa il presepe. In Catalogna (ma anche in alcune regioni d'Italia) un'altra usanza molto popolare è mettere nel presepe personaggi che abbiamo le sembianze di personaggi famosi realmente esistenti.
Catalogna: Caga Tió
E’ un piccolo tronco tagliato, con una faccia dipinta su un lato ed un cappellino rosso che serve come portafortuna se esibito sulla tavola o in casa ella notte di Natale.
Il Caga Tió comincia ad apparire nelle case un paio di settimane prima di natale e viene "nutrito" con caramelle e dolcetti depositati alla sua base. Viene poi nascosto con una coperta calda e scoperto solo la notte di Natale dai bambini che intonano una canzoncina per chiedere dolciumi.
Austria: il Krampus
in Austria è considerato l'alternativa cattiva a Babbo Natale. Mentre, infatti, Santa Claus nella notte di Natale porta doni ai bambini buoni, Krampus spaventa e consegna regali "sgraditi" ai piccoli più cattivelli.
Venezuela: Natale sui pattini
Nella capitale del Venezuela, Caracas, il giorno di Natale vige una strana usanza: circolare nel centro della città utilizzando... pattini a rotelle! Proprio così: il centro cittadino viene interdetto alle auto e migliaia di persone (molte in costume da Babbo Natale) sfrecciano sui loro pattini raccogliendo i dolciumi e le caramelle che i bambini hanno lasciato sui davanzali delle finestre la sera prima, proprio per loro!
Ucraina: ragni e ragnatele
In Ucraine gli alberi di Natale vengono addobbati come nel resto del mondo tranne che per una particolarità. Una leggenda locale narra infatti che un'anziana e povera vedova, che non era in grado di acquistare gli addobbi per il suo albero, decise di addobbarlo utilizzando ragnatele e ragni finti, al posto delle più costose palle e nastri, per augurare un felice e prosperoso Natale.
Repubblica Ceca: lancio delle scarpe
La notte di Natale, nella Repubblica Ceca, si celebra una singolare tradizione. Tutte le donne single lanciano... una scarpa! Proprio così: si tratta di una sorta di rito propiziatorio. Se la scarpa cade con il tacco rivolto verso l'alto significa che la donna è destinata a sposarsi entro l'anno che sta per arrivare; se invece la scarpa cade col tacco rivolto verso il pavimento, allora la donna dovrà attendere un po' di più prima di trovar marito.
Italia: La Befana
Mentre molte nazioni si limitano ad avere Babbo Natale, noi in Italia non ci accontentiamo! Altro popolarissimo personaggio della nostra tradizione è infatti la Befana, una vecchia (e brutta) strega che arriva volando su una scopa per portare dolciumi ai bambini più buoni e carbone a quelli più cattivi.
Gran Bretagna: il pudding natalizio
Se vi trovate in Gran Bretagna non potrete esimervi dal rito della preparazione del pudding di Natale. Si tratta di un dolce preparato utilizzando frutta secca, nocciole e gelatina, che poi viene fatto flambè in una stanza completamente buia. Se volete che i vostri desideri natalizi si avverino, dovrete partecipare alla preparazione di questo dolce ed esprimerli prima che il pudding venga cucinato.
Olanda: Zwarte Piet
A volte, le tradizioni natalizie più antiche sono decisamente "politically correct". E' il caso di una usanza olandese che vuole che nel periodo natalizio, assieme a Babbo Natale vada di casa in casa a consegnare i doni Zwarte Piet (Pietro Nero, in italiano), l'assietente di colore di Babbo Natale. La leggenda narra che Babbo Natale portò nella sua sacca Zwarte Piet direttamente dalle colonie olandesi, dove appunto viveva.

martedì 10 agosto 2010

Speedy lumache 'sfrecciano' sui Pirenei

Grande partecipazione quest'anno al Campionato del mondo di velocita' per lumache che si e' tenuto ieri nel sud della Francia, a Lagardere, nella regione dei Pirenei. ''E' una festa che attrae molte persone del luogo e turisti - spiega al quotidiano Le Parisien il sindaco di Lagardere, Patrick Dubos - inoltre riunisce un po' tutte le generazioni e crea legami tra i giovani del paese e quelli dei comuni vicini''. Nella piazza del paese sono stati allestiti per l'occasione diversi tavolini bassi e rotondi. Le lumache erano posizionate al centro di ogni tavolo e al via dovevano raggiungere il piu' rapidamente possibile il bordo: in tutto il percorso era lungo 51 centimetri. Il record di velocita', stabilito lo scorso anno e tuttora imbattuto e' di 2 minuti e 3 secondi, detenuto da un animale di proprieta' di un abitante della regione che partecipa ogni anno con una sessantina di lumache. Per il 2010, la vittoria e' andata alle lumache di una bambina di 11 anni, Marion, proveniente da un Paese vicino.
La serata si e' conclusa con una grande cena, ovviamente a base di lumache. La corsa delle lumache non e' pero' l'unico campionato insolito della provincia francese. Tra i tanti si possono ricordare quello per lo sputo piu' lontano, nell'ovest del Paese, in Bretagna, o quello del migliore bugiardo a Moncrabeau, nel sud, e ancora nel centro, in Borgogna, quello per la barca piu' strana.
fonte ansa.it

venerdì 5 febbraio 2010

SAN VALENTINO...

La festività prende il nome dal santo e martire cristiano  San Valentino, e venne istituita nel 496 da Papa Gelasio I, andando a sostituirsi alla precedente festa pagana delle lupercalia. La pratica moderna di celebrazione della festa, centrata sullo scambio di messaggi d'amore e regali fra innamorati, risale probabilmente all'alto medioevo, e potrebbe essere in particolare riconducibile al circolo di Geoffrey Chaucer in cui prese forma la tradizione dell'amor cortese.

Soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, il tratto più caratteristico della festa di San Valentino è lo scambio di valentine, bigliettini d'amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell'amore romantico (la colomba, l'immagine di Cupido con arco e frecce, e così via). A partire dal XIX secolo, questa tradizione ha alimentato la produzione industriale e commercializzazione su vasta scala di biglietti d'auguri dedicati a questa ricorrenza. La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno vengano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d'auguri, numero che colloca questa ricorrenza al secondo posto, come numero di biglietti acquistati e spediti, dopo Natale

La ricorrenza di San Valentino ha sostituito in epoca cristiana i lupercalia  romani, celebrati il 15 febbraio; questi riti erano però dedicati alla fertilità  e non all'amore romantico. Nel 496 Papa Gelasio I dedicò il 14 febbraio al santo e martire San Valentino, presumibilmente anche con lo scopo di cristianizzare la festività romana. Sebbene la figura di San Valentino sia nota anche per il messaggio di amore portato da questo santo, l'associazione specifica con l'amore romantico e gli innamorati è quasi certamente posteriore, e la questione della sua origine è controversa.

Una delle tesi più note è che l'interpretazione di San Valentino come festa degli innamorati si debba ricondurre al circolo di Geoffrey Chaucer, che nel Parlamento degli Uccelli associa la ricorrenza al fidanzamento di Riccardo II d'Inghilterra e Anna di Boemia.[4] Tuttavia, studiosi come Henry Kelly e altri hanno messo in dubbio questa interpretazione. In particolare, il fidanzamento di Riccardo II sarebbe da collocare al 3 maggio, giorno dedicato a un altro santo omonimo del martire, San Valentino di Genova.[5]

Pur rimanendo incerta l'evoluzione storica della ricorrenza, ci sono alcuni riferimenti storici che fanno ritenere che la giornata di San Valentino fosse dedicata agli innamorati già dai primi secoli del II millennio. Fra questi c'è la fondazione a Parigi, il 14 febbraio 1400, dell'"Alto Tribunale dell'Amore", un'istituzione ispirata ai principi dell'amor cortese. Il tribunale aveva lo scopo di decidere su controversie legate ai contratti d'amore, i tradimenti, e la violenza contro le donne. I giudici venivano selezionati sulla base della loro familiarità con la poesia d'amore.

La più antica "valentina" di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo, e fu scritta da Carlo d'Orléans, all'epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie con le parole: Je suis desja d'amour tanné, ma tres doulce Valentinée….

L'uso di spedire "valentine" nel mondo anglosassone risale almeno al XIX secolo. Già alla metà del secolo negli Stati Uniti alcuni imprenditori come Esther Howland (1828-1904) iniziarono a produrre biglietti di San Valentino su scala industriale; a sua volta, la Howland si ispirò a una tradizione antecedente originaria del Regno Unito. Fu proprio la produzione su vasta scala di biglietti d'auguri a dare impulso alla commercializzazione della ricorrenza e, al contempo, alla sua penetrazione nella cultura popolare.Il processo di commercializzazione della ricorrenza continuò nella seconda metà del XX secolo, soprattutto a partire dagli Stati Uniti. La tradizione dei biglietti amorosi iniziò a diventare secondaria rispetto allo scambio di regali come scatole di cioccolatini, mazzi di fiori, o gioielli.

Fonte wikipedia.it

lunedì 18 gennaio 2010

IL CARNEVALE...


Il carnevale è una festa che si celebra nei paesi di tradizione cristiana (ed in modo particolare in quelli di tradizione cattolica). I festeggiamenti si svolgono spesso in pubbliche parate in cui dominano elementi giocosi e fantasiosi; in particolare l'elemento più distintivo del carnevale è la tradizione del mascheramento.

Benché facente parte della tradizione cristiana, i caratteri della celebrazione carnevalesca hanno origini in festività ben più antiche che, ad esempio nelle dionisiache greche e nei saturnali romani, erano espressione del bisogno di un temporaneo scioglimento degli obblighi sociali e delle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell'ordine, allo scherzo ed anche alla dissolutezza.
fonte wikipedia.
Nei secoli XV e XVI i Medici a Firenze organizzavano grandi mascherate su carri chiamate “trionfi” e accompagnate da canti carnascialeschi , cioè canzoni a ballo di cui anche Lorenzo il Magnifico fu autore. Celebre è il Trionfo di Bacco e Arianna scritto proprio da Lorenzo il Magnifico. Nella Roma del governo papale si svolgevano invece le corse dei bàrberi (cavalli da corsa) e la “gara dei moccoletti “ accesi che i partecipanti cercavano di spegnersi reciprocamente.

La parola carnevale deriva dal latino "carnem levare" ("eliminare la carne"), poiché anticamente indicava il banchetto che si teneva subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima.

Il Carnevale non termina ovunque il Martedì grasso; fanno eccezione il Carnevale di Viareggio, il Carnevale di Ovodda, il carnevale di Poggio Mirteto ed il carnevale di Borgosesia.

giovedì 5 novembre 2009

Il pranzo di Natale ed il cenone della Vigilia a Napoli



l Natale napoletano è caratterizzato
oltre che dal presepe,dal gioco della
tombola, dalle novene dei
zampognari edal “Natale in casa
Cupiello” inevitabilmente anche dal
Menu natalizio che nelle famiglie più
legate alla tradizione è un rito
 irrinunciabile.Sia il cenone della
Vigilia che il pranzo di Natale
 assumono dei caratteri ben
definiti,il primo dominato dal pesce,
il secondo dalle verdure ela carne.Entrambi i menu sono comunque
completati dai dolci natalizi,i cui colori e profumi accompagnanotutte
le feste natalizie della famiglia napoletana.

Cenone della Vigilia (24 Dicembre)
- Spaghetti con le vongole (o lupini)
- Baccalà e capitone fritto
- Insalata di rinforzo e broccoli al limone
Pranzo di Natale (25 Dicembre)
- Minestra maritata
- Gallina al brodo
- Insalata di rinforzo e broccoli al limone
Dolci di Natale (tutte le festività natalizie)
- Struffoli
- Roccocò
- Mustaccioli
- Susamielli
- Pasta di mandorle

DOLCI DI NATALE.....



Le Paste di mandorle o Pasta reale 


Sono altri dolcetti che trovano la loro origine nei conventi napoletani, dai delicati colori pastello che vanno dal rosa, al verde al giallino, preparati con mucchietti di paste di mandorle sistemati su di un ostia tagliata che serve da base e dalle forme piu' svariate.
Dolci della vigilia di natale, le suore li preparavano rispettando la dieta di magro perche' erano preparati con farina zucchero, spezie e mandorle finemente tritate e non era utilizzato alcun grasso animale, essendo il loro condimento ottenuto esclusivamente dall'olio premuto dalle stesse mandorle.
L'origine del nome pasta reale pare risalga all'epoca di Re Ferdinando IV.
Si racconta che il Re si recò un pomeriggio in visita al convento delle suore di San Gregorio Armeno e, dopo aver visitato la cappella ed il convento, fu accompagnato dalle sorelle nel refettorio, ove su un grande tavolo era preparato un buffet in cui facevano bella mostra di se aragoste, pesci arrostiti, polli e fagiani oltre a della splendida frutta.
Il Re era un gran mangiatore ma si scusò dicendo che da poco aveva finito di pranzare e non sarebbe stato il caso riaffrontare un pasto del genere. Ma le suorine con sguardi di complicità pregarono Re Ferdinando di degnarsi di un assaggio, quale fu la sorpresa del sovrano quando si accorse che tutto quel Ben di Dio non erano altro che dolci efficientemente scolpiti con la pasta di mandorle e certosinamente dipinti a mano.
Questa tradizione di pasta reale è rimasta oggi soprattutto in Sicilia dove ci sono degli abilissimi artigiani di pasta martorana o reale.

venerdì 25 settembre 2009

DOVE E' NATA LA PIZZA MARGHERITA?


La pizza Margherita è una tipica pizza napoletana condita con pomodoro, mozzarella, parmigiano sale ed olio.È, insieme alla pizza marinara, tra le più popolari pizze napoletane, tanto che la famosa pizzeria “Da Michele” in via C. Sersale (fondata nel 1870) le considera le sole due vere pizze, e serve solo queste due tipologie.La tradizione vuole che nel giugno 1889, per onorare la regina d'Italia, Margherita di Savoia, il cuoco Raffaele Esposito della pizzeria Brandi creò la "pizza Margherita", dove i condimenti: pomodoro, mozzarella e basilico, rappresentavano i colori della bandiera italiana. Fu il primo ad aggiungere il formaggio.Quella che oggi è chiamata pizza Margherita era tuttavia già stata preparata prima della dedica alla regina Savoia. Francesco De Bouchard nel 1866 riporta la descrizione dei principali tipi di pizza, ossia quelli che oggi prendono nome di pizza marinara, pizza margherita e calzone: « Le pizze più ordinarie, dette coll'aglio e l'oglio, han per condimento l'olio, e sopra vi si sparge, oltre il sale, l'origano e spicchi d'aglio trinciati minutamente. Altre sono coperte di formaggio grattugiato e condite collo strutto, e allora vi si pone disopra qualche foglia di basilico. Alle prime spesso si aggiunge del pesce minuto; alle seconde delle sottili fette di muzzarella. Talora si fa uso di prosciutto affettato, di pomidoro, di arselle, ec. Talora ripiegando la pasta su se stessa se ne forma quel che chiamasi calzone. » Inoltre, già nel 1830, un certo "Riccio", nel libro Napoli, contorni e dintorni, aveva scritto di una pizza con pomodoro, mozzarella e basilico.
Dove o quando sia nata poco importa, ma una cosa è sicura solo quando la mangierai a napoli potrai dire che hai mangiato la pizza...........

fonte wikipedia

giovedì 24 settembre 2009

UN MITO ITALIANO KE NON TRAMONTERA MAI........


Tutti ne vanno pazzi.... tutta la vogliono... tutti sono tentati.... nessuno ne puo fare a meno.... Ma chi sa come è nata la Nutella?

L'origine della Nutella è legata al cioccolato Gianduia, Che contiene pasta di nocciole. Il Gianduia prese piede in Piemonte nel momento in cui le tasse eccessive sull'importazione dei semi di cacao cominciarono a scoraggiare la diffusione del cioccolato convenzionale. Pietro Ferrero possedeva una pasticceria ad Alba, nelle Langhe, area nota per la produzione di nocciole. Nel 1946 vendette il primo lotto costituito da 300 chili di "Pasta Giandujot". Si trattava di una pasta di cioccolato e nocciole, venduta in blocchi da taglio. Nel 1951 nasceva invece la Supercrema, conserva vegetale venduta in grandi barattoli.
Nel 1963, Michele Ferrero, figlio di Pietro, decise di rinnovare
 la Supercrema, con l'intenzione di commercializzarla in tutta Europa. La composizione venne modificata, così come l'etichetta e il nome: la parola "Nutella" (basata sull'inglese "nut", "nocciola"), e il logo vennero registrati verso la fine dello stesso anno, e restano immutati fino ad oggi.
Il primo vaso di Nutella uscì dalla fabbrica di Alba il 20 aprile del 1964. Il prodotto ebbe successo istantaneo, e rimane oggi estremamente popolare e ricordato con affetto in romanzi, canzoni e opere cinematografiche.
« Che mondo sarebbe senza nutella?  ».Oggi la Nutella è probabilmente la crema spalmabile più diffusa
al mondo; questo tipo di creme è utilizzato soprattutto come accompagnamento per pane, biscotti e frutta, anche se negli anni sono state ideate numerose ricette che ne prescrivono l'uso in torte e crêpes. Nel 2004, anno in cui si festeggiavano i 40 anni di vita, sono state vendute oltre duecentomila tonnellate di Nutella,
 con un mercato che copre quasi tutti i paesi del mondo.E' propio il caso di dire che Mondo sarebbe se non ci fosse la Nutella

fonte wikipedia

sabato 19 settembre 2009

SAN GENNARO: SI E' RIPETUTO MIRACOLO LIQUEFAZIONE SANGUE


NAPOLI - Alle ore 9.57 il tradizionale sventolio del fazzoletto bianco ha annunciato che nella cattedrale di Napoli si è ripetuto il prodigio dello scioglimento del sangue di San Gennaro. La teca, con le due ampolle contenenti il sangue del patrono di Napoli, è stata mostrata ai fedeli dall'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe. Lo sventolio del fazzoletto bianco dall'altare è stato accolto da un lungo applauso dai fedeli. Numerosi gli stranieri presenti. La liquefazione del sangue di San Gennaro si ripete abitualmente tre volte l'anno: il 19 settembre, solennità liturgica del patrono di Napoli e della Campania; il sabato precedente la prima domenica di maggio, quando si svolge la processione delle reliquie nel centro storico; e infine il 16 dicembre, anniversario dell'eruzione del Vesuvio del 1631 fermata dopo le preghiere dei napoletani al santo.

Il sangue, ha precisato Sepe, era già sciolto quando le ampolle che lo contengono sono state estratte dalla cassaforte della "cappella del Tesoro", ma l'annuncio dell'avvenuto miracolo è stato dato solo pochi minuti fa dall'altare. La teca contenente le reliquie è stata mostrata anche a una delegazione di fedeli russi della Chiesa ortodossa, presente nell'affollatissimo duomo partenopeo.


Il rito della liquefazione dell sangue di San. Gennaro e molto sequito dal popolo napoletano che ritiene esso possa predire canastrofi nell' area napoletana.

fonte ansa.it