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martedì 7 dicembre 2010

La Nasa scopre un batterio "alieno": vive utilizzando l'arsenico al posto del fosforo

L'alieno esiste ed è già fra di noi: per essere precisi, sul fondo di un lago californiano dove i ricercatori della Nasa hanno scoperto un batterio con un metabolismo basato sull'arsenico. In realtà, il termine "alieno" va preso con le molle: è uno dei tanti batteri "estremofili", in grado cioè di sopravvivere in condizioni che - per gli esseri umani e la maggior parte degli organismi terrestri - sarebbero inospitali quando non fatali. Tuttavia, si tratta del primo caso in cui l'arsenico viene preso come componente fondamentale per lo sviluppo di un organismo: fino ad oggi la vita era sempre risultata dipendere da altri elementi quali carbonio, idrogeno, azoto, ossigeno, zolfo e fosforo, elemento quest'ultimo affine come caratteristiche chimiche all'arsenico.
La ricerca sul lago Mono - Proprio la possibilità di un intercambio tra fosforo e arsenico (che negli esseri umani funziona solo imperfettamente, di qui l'effetto tossico) aveva dato luogo al progetto di ricerca, incentrato sul lago Mono, che presenta concentrazioni elevate di sali e di arsenico. Il prelievo di un campione di sedimenti, immerso in una soluzione di arsenico e (poco) fosforo, ha prodotto un solo sopravvissuto, un batterio battezzato come Gfaj-1; si tratta in realtà di un microrganismo già noto, ma che fino ad ora non aveva mai dimostrato di poter sopravvivere anche in un ambiente a priori ostile.
Flamini (Asi): "Una scoperta che apre nuovi territori" - Si aprono nuovi orizzonti nei quali andare a cercare forme di vita al di fuori della Terra: per il coordinatore scientifico dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Enrico Flamini, è destinata a cambiare le missioni spaziali "a caccia di ET", la scoperta del batterio che si nutre di arsenico, pubblicata su Science e che la Nasa si prepara ad annunciare questa sera in una conferenza stampa. "E' una scoperta che apre nuovi territori, che si stavano escludendo perché non rispondevano ai nostri canoni di vita - osserva l'esperto - e che indubbiamente apre nuovi orizzonti e nuove possibilità".
"Un batterio completamente diverso da quelli che conosciamo" - Il batterio descritto dagli astrobiologi della Nasa, prosegue Flamini, è qualcosa di completamente diverso rispetto ai batteri che vivono in condizioni estreme, per esempio in prossimità dei vulcani sottomarini. "I batteri che vivono di arsenico sono tutt'altra cosa - osserva - e dopo questa scoperta siamo più aperti anche ad esplorare nicchie nelle quali si potrebbero trovare forme di vita diverse da quelle che potremmo immaginare". Un cambiamento di prospettiva che, secondo Flamini, non mancherà di avere ripercussioni anche sulle future missioni spaziali dirette ad altri pianeti e soprattutto sulle caratteristiche degli strumenti con i quali sono equipaggiate. "Finora abbiamo progettato strumenti capaci di individuare forme di vita simili a quelle che conosciamo, ma questa nuova scoperta impone lo sviluppo di una nuova generazione di strumenti capace di ampliare lo spettro delle ricerche".
L'impegno di Europa e Italia - L'Europa e Italia sono in buona posizione nell'esplorazione spaziale volta alla ricerca di forme di vita esterne alla Terra, dice ancora Flamini. Per esempio, la sonda Rosetta che nel 2014 raggiungerà la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko ha il lander Philae equipaggiato con un laboratorio in miniatura specializzato nella ricerca di catene molecolari. La missione dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) ExoMars nel 2016 osserverà Marte con uno strumento specializzato nell'analisi del metano e della sua origine e nel 2018 porterà sulla superficie del pianeta rosso il rover anglo-italiano chiamato Life Marker Chip, che scaverà il suolo alla ricerca di vita
fonte tiscali.it

mercoledì 16 giugno 2010

UFO (Unidentified Flying Object)


Nel senso letterale e proprio del termine, un UFO è un oggetto volante di cui non è stato possibile identificare la natura. Secondo tale definizione, è classificabile, provvisoriamente, come UFO un velivolo che compare inaspettatamente su un radar di una torre di controllo prima che esso comunichi il proprio identificativo. Tuttavia, è entrata nel linguaggio e nell'immaginario comune (ed è questo il significato popolarmente dato alla parola) l'identificazione degli UFO con oggetti di ipotetica origine extraterrestre.


L'ambito di ricerca che si propone di studiare il fenomeno UFO è stato chiamato dai suoi sostenitori ufologia e dovrebbe essere, nel suo nucleo fondamentale, una forma di indagine che combina due caratteri: uno essenzialmente storiografico-documentale, occupandosi di raccogliere e catalogare la grande quantità di presunte osservazioni e di fenomeni UFO; e uno di carattere più scientifico tentando, mediante rilevazioni di tipo fisico, fotografico, astronomico, chimico, medico, psicologico, ecc., di individuare le cause di tali fenomeni.



Va tuttavia sottolineato che l'ambiente ufologico è estremamente variegato e vi afferiscono anche esponenti che per motivi ideologici, religiosi, commerciali o soltanto per apparire sui media, pretendono di attribuire, definire o semplicemente supporre "scientificamente" l'origine extraterrestre dei fenomeni osservati, basandosi su considerazioni poco o nulla scientifiche ma soggettive. Il tentativo quindi di applicare solo in parte il metodo scientifico, da parte della maggioranza degli ufologi, alla fenomenologia UFO con la pretesa di giungere a conclusioni "scientifiche", collocano tradizionalmente l'ufologia nell'ambito della pseudoscienza. L'ufologia è in altre parole rigettata dall'ambiente scientifico e accademico, con poche eccezioni, tra cui il celebre astrofisico Josef Allen Hynek che prese parte al progetto Blue Book statunitense. Il fenomeno degli avvistamenti è comunque stato oggetto di studi sociologici e psicologici ed anche analizzato in chiave psicoanalitica da Carl Gustav Jung.



Le posizioni più estreme in ambito ufologico assumono che la mancanza di prove credibili dell'esistenza dell'origine extraterrestre degli UFO sia da attribuirsi ad uno sforzo continuato e coordinato da parte delle autorità governative e militari, negli ultimi 60 anni, allo scopo di occultare tali prove. Tale teoria della cospirazione è nota come teoria del complotto UFO.



Gli studiosi più rigorosi dichiarano invece di accettare solo informazioni sostenute da prove o almeno da forti indizi, ripudiando, fino a prova contraria, teorie complottistiche, ipotetiche basi sulla Luna, filmati e foto molto dubbie, documenti di sospetta autenticità, rivelazioni e informazioni non sufficientemente documentate.



Secondo alcuni ufologi italiani il primo caso documentato di UFO in Italia risalirebbe all'11 aprile 1933, in una campagna presso Varese. Alcuni documenti dell'epoca dimostrerebbero che un presunto UFO sarebbe atterrato o si sarebbe schiantato nei pressi di Vergiate. In seguito al fatto Mussolini avrebbe creato il Gabinetto RS/33. I presunti avvistamenti di UFO sono progressivamente aumentati dal dopoguerra ad oggi, toccando il massimo nel 1978 e nel 2005. Fra i casi più eclatanti si ricordano:



Avvistamento di UFO a Firenze. La Nazione di Firenze del 28 ottobre 1954 titolava: Filamenti di vetro cadono su città toscane dopo il passaggio di globi e dischi volanti - Il fenomeno osservato a Firenze da centinaia di cittadini le segnalazioni di Siena e di Prato - Sospesa la partita Fiorentina Pistoiese - I risultati dell'analisi fatta da un illustre docente universitario. I filamenti di vetro fanno riferimento alla bambagia silicea o capelli d'angelo, un materiale presente spesso in casi di avvistamenti UFO.

Nel 1973 un aereo di linea dell'Alitalia partito da Roma e diretto a Napoli avvistò sopra Latina un misterioso oggetto rotondo color grigio. Due caccia dell'Aeronautica Militare decollarono dalla base di Ciampino e confermarono l'avvistamento.

Quello di Fortunato Zanfretta, ex metronotte genovese è il caso più conosciuto e controverso di rapimento alieno italiano. Ha dichiarato di essere stato rapito la notte fra il 6 dicembre e il 7 dicembre 1978 mentre svolgeva il suo lavoro presso Marzano, frazione del comune di Torriglia in provincia di Genova. Le esperienze si sarebbero poi ripetute nei due anni successivi; sottoposto ad ipnosi ha raccontato di presunti alieni, chiamati Dargos, in procinto di invadere la Terra e di colonizzare l'Antartide. Il caso ha suscitato forti polemiche, anche per la sua presunta strumentalizzazione da parte degli ufologi e dei giornalisti.

In totale gli avvistamenti censiti dal 1947 sono 18.500, di cui circa il 90% risulta identificabile

Roswell

Nel 1947, l'8 luglio, il quotidiano locale Roswell Daily Record riporta che a Roswell nel Nuovo Messico il 509º Gruppo bombardieri annuncia di aver recuperato un "disco volante" ("RAAF Captures Flying Saucer On Ranch in Roswell Region")[30]. Nasce cosi il caso Roswell, in cui un UFO si sarebbe schiantato al suolo e le parti recuperate sarebbero state portate alla base aerea di Wright Patterson. Il giorno dopo l'aeronautica militare statunitense smentisce l'accaduto affermando che si è trattato di un pallone sonda aerostatico per uso meteorologico. 50 anni dopo (1997), la versione ufficiale "definitiva" dell'US Air Force parlerà di test di lancio con paracadute ad alta quota, con manichini, i quali avrebbero costituito la base per le testimonianze oculari circa i corpi alieni

Area 51

Tra coloro che ritengono che gli UFO siano di provenienza extraterrestre gode di una certa notorietà la base militare statunitense denominata Area 51, nel deserto del Nevada in cui si dice siano contenute le prove (navi spaziali rinvenute a Roswell o forse addirittura i corpi dell'equipaggio) delle visite di alieni sulla Terra, e che vi si svolga (o vi si sia svolto) un programma di retroingegneria sugli UFO, volto alla sperimentazione di nuovi velivoli. Gli scettici affermano invece che tali avvistamenti sono imputabili solo alla sperimentazione di nuovi mezzi militari americani (come ad esempio gli aerei Stealth), talvolta caratterizzati da forme insolite.
La cosiddetta Area 51 è parte di una vasta zona militare (la Nellis Air Force Base) operativa situata a circa 150 km a nord-ovest di Las Vegas, nel sud dello stato statunitense del Nevada. Nonostante sia situata nella vasta regione appartenente alla Nellis Air Force Base, le strutture nei pressi del Groom Lake sembrano essere gestite come se fossero un distaccamento dell'Air Force Flight Test Center della base aerea di Edwards nel Deserto del Mojave e, come tale, la base è nota con il nome di Air Force Flight Test Center (Detachment 3).
Gli elevati livelli di segretezza che circondano la base e il fatto che la sua esistenza sia solo vagamente ammessa dal governo statunitense ha reso questa base un tipico soggetto delle teorie del complotto e protagonista del folclore ufologico.
Nel 1989, Bob Lazar, affermando di essere un fisico e di aver lavorato presso l'Area 51, ha raccontato in diverse interviste televisive di località segrete sotterranee dove si studierebbero mezzi di trasporto alieni e di medici che hanno effettuato autopsie su cadaveri alieni. A confermare ciò, diffuse anche alcuni video trasmessi da alcune tv americane, poi dichiarati dei falsi. Secondo Lazar gli UFO sarebbero alimentati da generatori elettrici ad antimateria (Ununpentio) che attiverebbero dei motori antigravità a curvatura, tecnologie al momento relegate alla fantascienza.

Una cosa e' sicura non siamo soli nell'universo,ci staranno gia studiando ma una domanda nasce spontanea,se non riusciamo a capirci tra di noi loro riusciranno a capirci?

fonte wikipedia.it